Irpef, il peso resta sui soliti: il governo punta al taglio per il ceto medio
Dai dati dell’Osservatorio di Itinerari Previdenziali emerge una forte concentrazione del gettito, mentre Maurizio Leo rilancia il taglio dell’aliquota tra 50 e 60 mila euro.
L’Irpef continua a gravare su una platea ristretta di contribuenti: meno di due su dieci sostengono quasi due terzi dell’imposta. È questo il quadro che emerge dal tredicesimo Osservatorio di Itinerari Previdenziali sulle entrate fiscali, presentato a Roma.
Sul fronte politico, intanto, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha rilanciato l’obiettivo di alleggerire il carico sul ceto medio. Il governo, ha spiegato, intende abbassare dal 43% al 33% l’aliquota nella fascia di reddito compresa tra 50 e 60 mila euro.
Il gettito si concentra su pochi redditi
I numeri diffusi dall’Osservatorio fotografano una distribuzione molto sbilanciata dell’Irpef. Secondo la rilevazione, poco meno del 20% dei contribuenti versa il 65% del totale.
Il dato rafforza il tema della pressione fiscale sui redditi medio-alti, che resta al centro del dibattito sulla riforma. Proprio su questo punto si è innestato l’intervento di Leo alla presentazione del rapporto.
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Il taglio pensato per la fascia media
L’intervento più atteso riguarda il ceto medio, indicato dal governo come il primo obiettivo di una nuova riduzione delle imposte. Leo ha confermato la volontà di intervenire sulla fascia tra 50 e 60 mila euro, con un’aliquota che dovrebbe scendere di dieci punti.
L’annuncio arriva mentre l’esecutivo cerca di dare seguito a un impegno già delineato nei mesi scorsi. La riduzione dal 43% al 33%, nelle intenzioni del viceministro, rappresenta il passaggio su cui lavorare per alleggerire il peso fiscale su una parte dei contribuenti che oggi sostiene una quota molto elevata dell’Irpef.
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