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Politica 2 min di lettura23 set

Ingegneri, Perrini alza la posta: “più responsabilità nell’interesse generale

Il Consiglio nazionale degli ingegneri non cerca nuove protezioni per la categoria, ma un perimetro più ampio di responsabilità pubblica.

Perrini ha spiegato che l’obiettivo è mettere competenze e proposte al servizio delle istituzioni, su temi come innovazione, lavoro, territorio e sicurezza energetica.


La riforma può cambiare il quadro

Tra i passaggi più rilevanti, il presidente ha richiamato la proposta di 'Riforma della disciplina degli ordinamenti professionali', partita con il disegno di legge delega A.S. 1663 e ora approdata alla Camera come A.C. 3068. Per gli ingegneri, ha osservato, questa fase può servire sia a rafforzare il sistema ordinistico sia ad aggiornare il contesto in cui operano i professionisti, con più spazio per specializzazioni e società tra professionisti.


IA e incentivi restano i nodi

Perrini ha poi indicato le criticità che, a suo giudizio, possono frenare la costruzione della Società 5.0. La prima riguarda la governance dell’intelligenza artificiale: il timore è che pochi soggetti, forti di dati e capacità di calcolo, finiscano per orientare mercato del lavoro, consumi e dinamiche economiche. La seconda mette al centro gli incentivi alle imprese, utili per digitalizzare i processi e migliorare l’efficienza energetica, ma spesso complicati da burocrazia, sovrapposizioni normative e orizzonti temporali troppo brevi.

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Trieste come laboratorio della frontiera

L’apertura del 70° Congresso nazionale di categoria, iniziato oggi a Trieste, ha fatto da sfondo all’intervento. Secondo Perrini, la città non va letta come periferia, ma come punto di connessione: il porto più profondo del Mediterraneo, i corridoi Ten-T, il Nordest e le direttrici verso Europa Centrale e Orientale la rendono, nelle sue parole, una piattaforma strategica per l’Italia.


Energia, territorio e professione

Restano infine altri tre fronti considerati decisivi: la sicurezza energetica e il recupero sostenibile del patrimonio edilizio; la salvaguardia del territorio, da affrontare con una visione più sistemica; e la revisione degli ordinamenti professionali, che dovrebbe valorizzare specializzazioni e forme associative. A questo si aggiunge, per Perrini, il rafforzamento del ruolo degli Ordini, chiamati a garantire regole deontologiche e a sostenere un modello di sviluppo più sicuro e attento alle persone.

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