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Politica 2 min di lettura4 giorni fa

Genova, lo striscione dei bambini torna a scuola: cosa è successo

Dopo la rimozione del messaggio realizzato dagli alunni, la Questura ha aperto un’indagine interna e il Comune ha incontrato le famiglie

La Questura di Genova ha disposto verifiche interne dopo l’intervento di due agenti in borghese che avevano tolto dalla cancellata della scuola primaria Daneo uno striscione realizzato dagli alunni. Il vessillo è stato poi riconsegnato ai genitori e ricollocato all’ingresso dell’istituto.


La Questura verifica l’intervento

Secondo la ricostruzione fornita dagli uffici di polizia, l’episodio si è verificato intorno alle 8.30, quando il personale impegnato nel controllo del territorio ha agito dopo una segnalazione arrivata dalla centrale operativa della Polizia Locale. Gli agenti hanno rimosso il cartello dalla recinzione della scuola situata nel centro storico.

La Questura ha precisato che, una volta chiarito il coinvolgimento dei genitori degli alunni nell’affissione, il materiale è stato restituito. Il Questore ha quindi chiesto di accertare le motivazioni e le modalità dell’operazione, mentre diverse famiglie contestavano la maniera ritenuta troppo brusca con cui era stato tolto il messaggio.


Bambini e famiglie protestano

Sul cartello compariva la frase “Qui nessun* è stranier*”, scelta dagli alunni per esprimere un messaggio contro le discriminazioni. La rimozione è avvenuta mentre i bambini stavano entrando in classe e la scena, osservata da numerosi genitori, ha provocato una protesta davanti alla scuola.

Il gesto ha inoltre suscitato preoccupazione tra gli studenti, proprio perché il contenuto del messaggio era legato ai valori di accoglienza promossi dall’istituto. La Daneo si preparava anche a ricevere la fiaccola della pace, elemento richiamato nel confronto seguito all’accaduto.

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Salis incontra la comunità scolastica

La sindaca Silvia Salis ha raggiunto la scuola e ha parlato con le famiglie e con gli alunni. Dopo aver chiesto chiarimenti alla Questura, ha riferito che l’ordine di togliere lo striscione non sarebbe partito dai vertici dell’ufficio e ha sottolineato l’effetto avuto sui bambini.

Salis ha raccontato che gli studenti intendono scrivere al presidente del Consiglio e al Presidente della Repubblica per esprimere il proprio dissenso rispetto ai messaggi ascoltati in televisione. La loro richiesta, ha spiegato, è che la scuola continui a essere aperta a tutti.

La sindaca ha poi difeso il significato dell’iniziativa degli alunni, collegandolo alla presenza di storie, origini e percorsi differenti all’interno della comunità. Rivolgendosi ai bambini, ha detto: “In questa città non la pensiamo” come il governo.

Al termine dell’incontro, Salis ha comunicato che il cartello era stato riportato al suo posto. Pur prendendo atto della restituzione, ha definito grave quanto avvenuto, soprattutto perché il messaggio riguardava l’integrazione e si inseriva nel percorso educativo di una scuola che considera l’inclusione uno dei propri riferimenti principali.

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