Gaza, il conto della ricostruzione esplode: 71,4 miliardi in 10 anni
Il Board of Peace ha presentato una stima molto più alta del passato e un piano iniziale di sei mesi, ma restano incerti soldi, accesso all’area e assetto amministrativo.
La ricostruzione di Gaza presenta un conto decisamente più pesante di quanto si immaginasse in passato: 71,4 miliardi di dollari nell’arco di dieci anni. La cifra è stata diffusa dal Board of Peace a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York, mentre sul campo restano ancora aperti i nodi più delicati: chi finanzierà il piano, quando sarà possibile entrare nell’area e quale autorità avrà davvero il controllo della Striscia.
Il piano parte da sei mesi cruciali
Nel briefing di alto livello organizzato a New York, con la presenza degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, il Board ha illustrato la fase iniziale del progetto. I primi sei mesi dovrebbero concentrarsi su 66 obiettivi, tra cui rifugi per l’emergenza, generatori diesel e il ripristino degli ospedali.
La ricostruzione, però, non potrà avviarsi finché non si sbloccheranno due condizioni considerate essenziali: disponibilità dei fondi e accesso all’area. Il Board lo ha chiarito esplicitamente, lasciando intendere che il calendario potrà slittare se questi elementi non arriveranno in tempi rapidi.
Soldi incerti e governance ancora sospesa
Il capitolo economico resta il più problematico. Al momento non è stato indicato da dove dovrebbero arrivare le risorse necessarie per avviare i programmi, e il Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza non è ancora entrato nell’enclave palestinese. Per ora opera dal Cairo, senza alcuna autorità sul territorio che dovrebbe contribuire a governare.
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La distanza tra il piano e la realtà sul terreno è ancora ampia anche sul fronte politico. Nella nota diffusa dopo l’incontro, il Board for Peace ha ribadito che la sua linea resta fondata su sovranità palestinese, tutela dei diritti, unità geografica, inclusione di tutte le comunità, trasparenza e capacità di amministrare.
Una stima molto sopra il passato
Il nuovo importo segna un salto netto rispetto alle valutazioni elaborate dalle Nazioni Unite dopo la guerra di 50 giorni del 2014, quando per rifare Gaza erano stati indicati 4-6 miliardi di dollari. La distanza tra i due numeri dà la misura della devastazione accumulata e della complessità dell’intervento richiesto oggi.
La stima presentata a New York, dunque, non riguarda solo la dimensione economica del cantiere, ma anche la sua fattibilità politica e logistica. Senza finanziamenti certi e senza un accesso effettivo alla Striscia, il progetto rischia di restare fermo alla fase di pianificazione.
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