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Politica 2 min di lettura4 giorni fa

Gasolio, i camionisti valutano lo stop: la protesta divide

Adusbef boccia l’ipotesi di fermo, mentre Assotir chiede un intervento urgente contro l’aumento dei costi e non esclude iniziative comuni

Adusbef respinge l’idea di uno sciopero dell’autotrasporto come risposta al caro-gasolio. Secondo l’associazione dei consumatori, il blocco rischierebbe di colpire soprattutto cittadini e sistema economico, senza incidere sui prezzi alla pompa.

Il presidente Antonio Tanza riconosce le difficoltà vissute dal comparto, ma ritiene più utile un coordinamento tra tutte le categorie penalizzate dall’aumento dei carburanti. L’obiettivo, spiega, dovrebbe essere la definizione di interventi concreti e attuabili in tempi rapidi per attenuare l’impatto dell’emergenza.


Il settore è vicino al limite

Anna Vita Manigrasso, presidente nazionale di Assotir, lascia aperta la possibilità che la protesta non arrivi fino al fermo dei mezzi. Tuttavia, avverte che la situazione economica di molti operatori è talmente pesante da poter rendere inevitabile lo stop anche per l’impossibilità di sostenere ancora i costi.

La posizione dell’associazione dei trasportatori resta quindi sospesa tra la volontà di evitare una mobilitazione e la crescente pressione esercitata dal caro carburante. Per Manigrasso, gli autotrasportatori potrebbero interrompere l’attività non soltanto come forma di protesta, ma perché non riescono più a far fronte alle spese.

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Donati chiede una risposta comune

Claudio Donati, segretario generale di Assotir, ha spiegato che l’ipotesi di sciopero diventerebbe concreta qualora il governo non convocasse le organizzazioni dell’autotrasporto per discutere dell’aumento del gasolio. La decisione, ha precisato, dovrebbe comunque essere condivisa con le altre associazioni e non assunta da una sola componente.

In una conferenza stampa svolta a Roma, Donati ha definito il fermo “un’arma definitiva” e ha sottolineato che “anche solo per un giorno significa fermare il Paese”. Proprio per il peso di una simile iniziativa, il segretario generale ha detto di confidare nel senso di responsabilità dell’esecutivo, avvertendo che in caso contrario il governo si troverebbe a gestire una categoria già fortemente provata.

Assotir considera dunque prioritario un confronto istituzionale prima di valutare qualsiasi iniziativa. Donati ha ribadito che “non possiamo escluderlo”, ma anche che l’obiettivo dell’associazione è scongiurare il ricorso alla protesta e arrivare, se necessario, a una posizione condivisa dall’intero comparto.

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