Due fiducie al Melonellum: la riforma supera il voto alla Camera
Il provvedimento elettorale incassa i primi due voti di fiducia, mentre maggioranza e opposizione si dividono sulla modifica già respinta a luglio.
La riforma elettorale ha superato alla Camera i primi due voti di fiducia, avvicinandosi alla conclusione dell’esame parlamentare. Il passaggio riporta al centro del dibattito anche la norma sulle preferenze e sulla raccolta delle firme, contestata dalle opposizioni e già respinta a luglio.
La maggioranza difende il percorso
Il testo approvato comprende la modifica che in estate era stata fermata dai cosiddetti franchi tiratori. Il nuovo via libera consente quindi al provvedimento di proseguire verso l’ultima votazione prevista per domani.
Dai banchi dell’opposizione arrivano però accuse molto dure: secondo i contrari, la riforma presenterebbe profili di incostituzionalità. La contestazione riguarda dunque non soltanto l’esito dei voti, ma anche la legittimità delle disposizioni inserite nel testo.
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Il voto finale è ancora da superare
Il calendario prevede per domani l’ultimo passaggio alla Camera. Solo dopo quel voto sarà possibile chiudere l’iter del provvedimento nel ramo del Parlamento, al termine di una discussione segnata da tensioni e precedenti difficoltà.
Il clima nella maggioranza viene descritto con prudenza diversa dai suoi esponenti. Riccardo Molinari, della Lega, ha assicurato: «Sarà tutto tranquillo». Alessandro Sorte, di Forza Italia, ha invece invitato a mantenere alta l’attenzione: «Non bisogna abbassare la guardia».
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