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Politica 1 min di lettura1 ora fa

Elezioni anticipate, il nodo che divide la maggioranza: Lega e FI frenano

Alla vigilia del voto finale sulla legge elettorale, la possibile chiamata alle urne in primavera alimenta tensioni tra Giorgia Meloni e gli alleati

La scadenza più immediata è fissata per domani a mezzogiorno, quando è atteso il voto conclusivo sulla legge elettorale. Ma il confronto sul provvedimento si intreccia con una questione ancora più delicata: la durata della legislatura e l’eventualità di elezioni anticipate in primavera.


La maggioranza guarda già al voto

Giorgia Meloni, secondo il quadro delineato alla vigilia del passaggio parlamentare, non avrebbe accantonato l’ipotesi di riportare presto gli italiani alle urne. La prospettiva, però, non convince gli alleati di governo, che sembrano orientati a evitare una consultazione a breve distanza.

Matteo Salvini e Antonio Tajani non vorrebbero infatti arrivare rapidamente alla fine della legislatura. Il tema della data del voto diventa così parte della trattativa interna alla maggioranza, proprio mentre il Parlamento si prepara a chiudere l’iter della legge elettorale.

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Le tensioni pesano sul vertice

La vigilia del voto è descritta come segnata da diffidenze e contrasti tra le forze della coalizione. Il provvedimento elettorale rappresenta quindi soltanto il punto più visibile di un confronto che riguarda anche gli equilibri politici e la prospettiva del governo.

Da Fratelli d’Italia arriva l’accusa rivolta agli alleati di avere difficoltà proprie da affrontare. Nel frattempo, la premier deve fare i conti con la distanza tra la sua intenzione di valutare un ritorno anticipato alle urne e la cautela espressa da Lega e Forza Italia, contrarie a una scadenza ravvicinata.

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