Elezioni anticipate, il nodo che divide la maggioranza: Lega e FI frenano
Alla vigilia del voto finale sulla legge elettorale, la possibile chiamata alle urne in primavera alimenta tensioni tra Giorgia Meloni e gli alleati
La scadenza più immediata è fissata per domani a mezzogiorno, quando è atteso il voto conclusivo sulla legge elettorale. Ma il confronto sul provvedimento si intreccia con una questione ancora più delicata: la durata della legislatura e l’eventualità di elezioni anticipate in primavera.
La maggioranza guarda già al voto
Giorgia Meloni, secondo il quadro delineato alla vigilia del passaggio parlamentare, non avrebbe accantonato l’ipotesi di riportare presto gli italiani alle urne. La prospettiva, però, non convince gli alleati di governo, che sembrano orientati a evitare una consultazione a breve distanza.
Matteo Salvini e Antonio Tajani non vorrebbero infatti arrivare rapidamente alla fine della legislatura. Il tema della data del voto diventa così parte della trattativa interna alla maggioranza, proprio mentre il Parlamento si prepara a chiudere l’iter della legge elettorale.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Le tensioni pesano sul vertice
La vigilia del voto è descritta come segnata da diffidenze e contrasti tra le forze della coalizione. Il provvedimento elettorale rappresenta quindi soltanto il punto più visibile di un confronto che riguarda anche gli equilibri politici e la prospettiva del governo.
Da Fratelli d’Italia arriva l’accusa rivolta agli alleati di avere difficoltà proprie da affrontare. Nel frattempo, la premier deve fare i conti con la distanza tra la sua intenzione di valutare un ritorno anticipato alle urne e la cautela espressa da Lega e Forza Italia, contrarie a una scadenza ravvicinata.
Continua a leggere
Alla Camera scatta la caccia al traditore: destra in allarme
Dopo il voto segreto di luglio, il timore dei franchi tiratori agita Fratelli d’Italia; intanto la premier scrive a Riccardo Magi, in sciopero della fame.
Onorato, la corsa alle firme passa dall’aiuto dei 5S
La riforma elettorale ormai vicina al via libera riapre la sfida tra le forze minori, tra simboli concessi, alleanze e divisioni nel centro
Riforma elettorale, la maggioranza supera il doppio voto di fiducia
Alla Camera passano i primi due articoli con 226 e 227 voti favorevoli: l’opposizione contesta la costituzionalità del testo, domani l’ultimo esame.
Primarie, Conte alza la pressione: il nodo da sciogliere con Schlein
La scelta della data e il voto digitale alimentano il confronto, mentre nel fine settimana i leader si ritroveranno insieme sullo stesso palco