Onorato, la corsa alle firme passa dall’aiuto dei 5S
La riforma elettorale ormai vicina al via libera riapre la sfida tra le forze minori, tra simboli concessi, alleanze e divisioni nel centro
La legge elettorale in procinto di essere approvata sta cambiando gli equilibri tra i partiti più piccoli e quelli rimasti fuori dal Parlamento. Per poter partecipare alle elezioni, queste formazioni devono affrontare una raccolta firme particolarmente impegnativa e stanno cercando soluzioni attraverso simboli, intese e possibili liste comuni.
Tabacci riapre la partita dei simboli
Bruno Tabacci, protagonista di lunga esperienza nella politica democristiana, torna al centro delle manovre legate ai contrassegni elettorali. Il suo simbolo è stato messo a disposizione di Ruffini, offrendo così una possibile via d’accesso a chi rischierebbe di dover sostenere integralmente il peso della raccolta delle sottoscrizioni.
La questione non riguarda soltanto un singolo accordo. Con le nuove regole ormai prossime all’approvazione, i simboli diventano strumenti decisivi per le forze non rappresentate in Parlamento, chiamate a individuare strategie alternative per superare gli ostacoli alla presentazione delle liste.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Firme e alleanze agitano il centro
Anche Onorato si trova a fare i conti con il problema delle firme e può contare sul sostegno dei 5S. L’intervento si inserisce in un quadro più ampio, nel quale ogni formazione valuta collaborazioni e formule comuni per affrontare la nuova normativa.
Nel frattempo, dentro +Europa emergono divisioni, mentre il Psi spinge verso la costruzione di una lista unica di centro. Il confronto tra i partiti minori resta quindi aperto: da una parte c’è la necessità di raccogliere le sottoscrizioni richieste, dall’altra la ricerca di un equilibrio politico che consenta di presentarsi agli elettori con un’identità riconoscibile.
Continua a leggere
Alla Camera scatta la caccia al traditore: destra in allarme
Dopo il voto segreto di luglio, il timore dei franchi tiratori agita Fratelli d’Italia; intanto la premier scrive a Riccardo Magi, in sciopero della fame.
Elezioni anticipate, il nodo che divide la maggioranza: Lega e FI frenano
Alla vigilia del voto finale sulla legge elettorale, la possibile chiamata alle urne in primavera alimenta tensioni tra Giorgia Meloni e gli alleati
Riforma elettorale, la maggioranza supera il doppio voto di fiducia
Alla Camera passano i primi due articoli con 226 e 227 voti favorevoli: l’opposizione contesta la costituzionalità del testo, domani l’ultimo esame.
Primarie, Conte alza la pressione: il nodo da sciogliere con Schlein
La scelta della data e il voto digitale alimentano il confronto, mentre nel fine settimana i leader si ritroveranno insieme sullo stesso palco