Alla Camera scatta la caccia al traditore: destra in allarme
Dopo il voto segreto di luglio, il timore dei franchi tiratori agita Fratelli d’Italia; intanto la premier scrive a Riccardo Magi, in sciopero della fame.
A Montecitorio il sospetto di nuovi agguati parlamentari ha trasformato i rapporti nella maggioranza in una partita di controllo e diffidenza. I vertici di Fratelli d’Italia hanno alzato il livello di attenzione, fino a far sentire sotto esame gli stessi gruppi che sostengono il governo.
La tensione arriva dopo l’episodio di luglio, quando un voto segreto aveva alimentato la ricerca dei possibili franchi tiratori. Nel mirino sono finite soprattutto alcune deputate di Fratelli d’Italia, tanto che nei corridoi della Camera si sarebbe diffusa anche la paura di muoversi da sole.
Il sospetto pesa sulla maggioranza
Il clima interno viene descritto come una vera caccia al traditore. La preoccupazione non riguarda soltanto l’opposizione: a essere osservati con particolare attenzione sono soprattutto i parlamentari della maggioranza e, dentro quella stessa area, gli esponenti di Fratelli d’Italia.
Il timore è che eventuali manovre contro le indicazioni del gruppo possano essere preparate senza segnali visibili. La formula usata per descrivere questo comportamento richiama i vietcong: «Non ti avvisano prima».
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Dai corridoi al caso Magi
Nel racconto della tensione compare anche Stefano Graziano, esponente del Partito democratico descritto come un uomo dai modi gentili. Il testo disponibile si interrompe proprio nel punto in cui dovrebbe essere chiarito il suo ruolo nella vicenda, senza fornire ulteriori elementi.
Parallelamente, la premier ha scritto a Riccardo Magi, impegnato in uno sciopero della fame. Sullo sfondo resta il timore di manovre imprevedibili e la convinzione, espressa nel titolo della vicenda, che il sottosegretario Alfredo Mantovano tenga sotto controllo tutti i parlamentari.
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