Droni russi e Italia, il giallo del dossier Usa che non c’è
A Roma non risulta alcuna segnalazione della Cia su un attacco imminente: resta solo l’ipotesi, studiata dagli apparati, che il Mediterraneo possa diventare un nuovo fronte di confronto.
Il presunto allarme su un’offensiva russa con droni contro l’Italia non trova riscontro negli apparati italiani. Da fonti di intelligence e di Palazzo Chigi arriva infatti una smentita netta: dagli Stati Uniti non sarebbe giunta alcuna comunicazione specifica, né un dossier che indichi un rischio imminente.
L’ipotesi evocata nei giorni scorsi riguarda un possibile uso di navi nel Mediterraneo come piattaforme da cui Mosca potrebbe far partire velivoli nascosti in container. Per ora, però, si tratta di uno scenario non confermato, sul quale non risulta una segnalazione formale della Cia.
Nessun avviso arrivato da Washington
Secondo quanto filtra, a Roma non sarebbe stato recapitato alcun documento che parli di un attacco in preparazione. Anche da ambienti governativi viene esclusa l’esistenza di una notifica americana con contenuti così precisi.
La posizione di Crosetto si muove sulla stessa linea: il ministro ha spiegato che non ci sono conferme di un pericolo concreto e che, allo stato, non emerge un segnale operativo imminente contro il territorio italiano.
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L’attenzione resta sul Mediterraneo
Questo non significa che il tema sia stato archiviato. Nei ragionamenti dell’intelligence continua a pesare la possibilità che il Mediterraneo diventi una nuova area di attrito, soprattutto se il conflitto dovesse allargare i suoi contorni oltre i fronti già noti.
Il punto, al momento, è proprio la distanza tra allarme e verifica. Da un lato circola l’ipotesi di un uso dei droni in chiave ostile; dall’altro non c’è alcun elemento ufficiale che la trasformi in una minaccia imminente per l’Italia.
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