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Politica 3 min di lettura1 ora fa

Dola e le Regioni: a Firenze il futuro prende voce

Robotica, Protezione civile e confronto istituzionale animano tre giorni di appuntamenti con i rappresentanti delle Regioni italiane

A Firenze l'attenzione dei visitatori è già concentrata su Dola, il busto robotico capace di parlare, muovere le palpebre, seguire le persone con gli occhi e rispondere alle domande. La sua mimica, sviluppata dalla Scuola Sant'Anna di Pisa e dal Centro Artes per il trasferimento tecnologico, appare così realistica da aver creato una fila per poter interagire con lei.

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Dola porta la tecnologia in piazza

L'esemplare è esposto a palazzo Strozzi Sacrati, uno degli spazi scelti per affrontare i temi della trasformazione digitale, della robotica e delle applicazioni più evolute dell'intelligenza artificiale. La presenza di Dola rappresenta uno degli elementi più concreti e curiosi del programma dedicato all'innovazione.

Il pubblico può rivolgerle domande e osservare le sue reazioni, grazie a movimenti del volto e dello sguardo progettati per riprodurre comportamenti quasi umani. L'installazione si inserisce nel calendario della quinta edizione del Festival delle Regioni, articolato in diversi luoghi del capoluogo toscano.


Mattarella atteso a Palazzo Vecchio

Il programma proseguirà domani a Palazzo Vecchio, dove è prevista la partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In piazza del Duomo, invece, il Villaggio delle Regioni offrirà uno spazio per esposizioni e incontri con il pubblico.

La manifestazione si sviluppa nell'arco di tre giornate, tra appuntamenti istituzionali, tavoli di lavoro e momenti di discussione. Al centro c'è il rapporto tra le autonomie territoriali e lo Stato centrale, con il coinvolgimento delle rappresentanze regionali provenienti da tutta Italia.


Commissioni e priorità territoriali

Tra le novità di questa edizione figura anche l'apertura dei lavori delle Commissioni salute, affari finanziari e politiche per la montagna del Consiglio Regionale. Eugenio Giani ha collegato questa scelta alla necessità di valorizzare il peso delle Regioni nel confronto sulle questioni più rilevanti per il Paese.

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Il presidente della Toscana ha sottolineato che l'attività regionale incide su ambiti molto diversi, dalla sanità al trasporto pubblico, passando per la pianificazione urbana e la rigenerazione delle città. Ha inoltre richiamato le responsabilità degli enti territoriali nella Protezione civile e nella difesa del suolo.


Santa Croce ricorda l'alluvione

L'inaugurazione si è svolta in piazza Santa Croce, trasformata per l'occasione nella Cittadella della Protezione civile. Qui sono state riunite le 20 colonne mobili delle Regioni e delle Province autonome, a rappresentare la capacità operativa del sistema nazionale di emergenza.

Alla cerimonia hanno preso parte Giani e Fabio Ciciliano, Capo dipartimento della Protezione civile. Per il governatore toscano, la scelta della piazza assume un significato particolare perché proprio quel luogo fu segnato dall'alluvione di Firenze di 60 anni fa.


Il festival guarda al ruolo regionale

Nel suo intervento, Giani ha definito le Regioni una componente ormai essenziale dell'organizzazione sussidiaria dello Stato, a 56 anni dalla loro istituzione. Il presidente toscano ha richiamato anche l'articolo 5 della Costituzione, dedicato al riconoscimento e alla promozione delle autonomie locali.

«Piazza Santa Croce è il luogo simbolico per aprire questa quinta edizione del Festival delle Regioni, con la Protezione civile», ha detto Giani durante la cerimonia. L'edizione ospitata in Toscana porta il titolo «Il Futuro è passato da qui. Le Regioni protagoniste di un mondo in continuo movimento» e riunisce a Firenze rappresentanti, amministratori e istituzioni per discutere delle trasformazioni che interessano il Paese.

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