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Politica 3 min di lettura2 giorni fa

Deepfake contro Siracusano, la politica si divide: patto o nuova legge

La foto manipolata riaccende il confronto sull’IA in campagna elettorale, tra richieste di autoregolamentazione, norme già in vigore e nuove proposte parlamentari.

Una fotografia alterata digitalmente, con una scollatura aggiunta all’immagine della sottosegretaria Matilde Siracusano, ha riportato al centro del dibattito il ruolo dell’intelligenza artificiale durante le campagne elettorali. La vicenda è esplosa mentre Reggio Calabria è chiamata al voto e la competizione coinvolge il centrodestra e Futuro Nazionale.

Roberto Vannacci, che ha condiviso sui social lo scatto modificato, è stato criticato da tutti gli schieramenti. Più complesso, invece, trovare una linea comune sulle misure da adottare contro deepfake e contenuti manipolati: Forza Italia propone un accordo tra i partiti, mentre le opposizioni invocano un intervento legislativo.


Il centrodestra cerca un’intesa

Alberto Barachini, sottosegretario con delega all’informazione, ha chiesto a maggioranza e opposizione di impegnarsi a non ricorrere a volti o voci alterati dall’IA in vista delle prossime elezioni politiche. Paolo Emilio Russo, sempre di Forza Italia, ha rilanciato la necessità di evitare strumenti capaci di trarre in errore gli elettori.

La proposta, tuttavia, non ha raccolto finora un sostegno compatto. Da Fratelli d’Italia filtra il richiamo al rispetto delle norme già esistenti, mentre la Lega sottolinea che il quadro italiano ed europeo prevede responsabilità e garanzie precise. Il partito considera comunque indispensabile discutere dei rischi della tecnologia, senza ignorarne le possibili ricadute positive.


L’opposizione chiede nuove regole

Anna Ascani, vicepresidente della Camera del Partito democratico, ha definito tardivi gli appelli arrivati dopo il caso Siracusano. La deputata ha ricordato che, nei mesi precedenti, era stata respinta una sua proposta per limitare la circolazione sui social di materiali generati o modificati dall’IA, soprattutto durante le tornate elettorali.

Nel Pd viene inoltre osservata la somiglianza tra l’iniziativa di Barachini e la richiesta avanzata a luglio da Elly Schlein sui deepfake, alla quale aveva aderito anche Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio ha più volte parlato dei rischi dell’intelligenza artificiale, compresa la possibilità di interferenze nel voto, dopo essere stata coinvolta in una falsa immagine con il proprio volto sovrapposto a quello di una donna in abbigliamento intimo.

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Anche il Movimento 5 Stelle chiede che il tema venga affrontato in Parlamento. Daniela Morfino ha ricordato il deposito di una proposta dedicata alla violenza di genere commessa attraverso la rete. Forza Italia replica che il reato di deepfake è già previsto in Italia e che anche la disciplina europea interviene sul periodo elettorale: secondo gli azzurri, il passaggio decisivo sarebbe un’intesa comune sul comportamento da tenere.


Gli appelli già sottoscritti

Angelo Bonelli, per Alleanza Verdi e Sinistra, ha ricordato l’adesione del suo schieramento, nel dicembre scorso, all’appello “Deepfake e politica: insieme per dire basta”, promosso da Pagella Politica e Facta. A suo giudizio, il problema non consiste nel moltiplicare gli appelli, ma nel dare seguito a quelli già firmati: Fratelli d’Italia avrebbe aderito, mentre la Lega non avrebbe sottoscritto il documento.

Matteo Renzi si è detto favorevole a un’intesa contro i contenuti deepfake privi di contesto e destinati a ingannare gli utenti. Ha però indicato come priorità lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e la creazione di nuova occupazione, distinguendo quindi tra gli abusi da contrastare e l’uso generale della tecnologia.


La replica di Vannacci

Nel frattempo sono proseguiti i messaggi di solidarietà a Siracusano, mentre Vannacci ha reagito con un nuovo intervento sui social. L’ex generale ha ipotizzato un incremento dell’1,5% per Futuro Nazionale nei sondaggi, sostenendo che la controversia avrebbe dato visibilità al partito.

Nello stesso messaggio ha definito la contestazione della sottosegretaria “sterile e senza basi” e ha affermato che la fotografia non sarebbe stata né volgare né offensiva. Vannacci ha inoltre precisato che l’immagine era stata a sua volta ripresa da un blog calabrese, spiegazione già fornita il giorno precedente.

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