Csm, il voto parte in salita: tra i candidati spunta Di Pietro
Mercoledì l’assemblea parlamentare riunita dovrà scegliere dieci membri laici del Csm, ma l’accordo tra i partiti appare ancora lontano.
La prima votazione per rinnovare i dieci componenti non togati del Consiglio superiore della magistratura è fissata per mercoledì. Con 137 candidature già presentate e le trattative politiche ancora agli inizi, il primo scrutinio dovrebbe concludersi senza un’elezione.
Il quadro potrebbe comunque ampliarsi: il termine per presentare nuovi nomi è stato prorogato fino alle 10 di lunedì, ma soltanto per candidature femminili. L’obiettivo è completare le liste prima che l’assemblea entri nel vivo del procedimento.
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Un accordo indispensabile tra i gruppi
La scelta dei componenti richiede una maggioranza particolarmente ampia. Nelle prime due votazioni servono i tre quinti dell’assemblea; dal terzo scrutinio in avanti, invece, la soglia resta fissata ai tre quinti dei parlamentari presenti e votanti.
Numeri del genere rendono necessaria un’intesa trasversale. All’inizio della legislatura, il precedente equilibrio tra maggioranza e opposizioni si era chiuso con una ripartizione di sette nomi contro tre, ma il confronto attuale è ancora in una fase preliminare.
Di Pietro e i nomi più noti
Tra gli aspiranti figura Antonio Di Pietro, ex pubblico ministero di Mani pulite ed ex ministro. Il suo ritorno sulla scena politica è recente: ha infatti sostenuto il fronte del Sì nel referendum sulla giustizia. Nella lista compare anche Enrico Grosso, associato invece alle posizioni contrarie alla riforma.
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C’è poi Roberto Rampioni, avvocato che ha assistito Luca Palamara, già presidente dell’Associazione nazionale magistrati. La rosa comprende inoltre numerosi esponenti politici ancora in carica, a partire da Pierantonio Zanettin di Forza Italia, senatore e firmatario del disegno di legge sulle intercettazioni, che in passato ha fatto parte del collegio difensivo di Silvio Berlusconi.
La pattuglia dei parlamentari
La Lega schiera Erika Stefani, già ministra e oggi senatrice, Donatella Tesei, ex presidente dell’Umbria, e Sonia Viale, che ha ricoperto l’incarico di vicepresidente della Liguria. Il Partito democratico punta invece sui senatori Anna Rossomando e Alfredo Bazoli.
Tra i candidati c’è anche Francesco Bonifazi, avvocato fiorentino e deputato di Italia Viva. Fratelli d’Italia presenta infine la senatrice Susanna Campione e il senatore Sergio Rastrelli, in una corsa destinata a dipendere soprattutto dalla capacità dei partiti di trovare una mediazione.
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