Classe e stranieri, Meloni rilancia: il nodo Mattarella e la mossa del governo
La premier difende l’idea di un tetto per gli alunni stranieri, richiama le vecchie circolari firmate da Mattarella e attende il passaggio in Consiglio dei ministri.
Giorgia Meloni ha scelto la tv per blindare la sua linea sugli studenti stranieri in aula e, nello stesso tempo, per respingere l’idea di una frattura istituzionale con Sergio Mattarella. La misura, che il governo punta a portare già giovedì in Consiglio dei ministri, dovrebbe fissare per legge un limite alla presenza di alunni non italiani nelle classi.
Il Quirinale resta in silenzio
Dal Colle, per ora, nessuna replica alle parole della premier. Ambienti vicini alla Presidenza della Repubblica fanno sapere soltanto che tra gli uffici del Quirinale e quelli del ministero competente ci sono interlocuzioni in corso sulle mosse che l’esecutivo vuole mettere in campo, ma resta aperto anche il dubbio sul veicolo normativo: decreto legge o disegno di legge.
In televisione, ospite di Bruno Vespa, Meloni ha sostenuto che da ministro dell’Istruzione anche Mattarella firmava circolari contro la concentrazione degli alunni stranieri nelle stesse classi. La premier ha provato così a rovesciare la lettura secondo cui il discorso del Capo dello Stato ad Amatrice sarebbe stato una critica al governo.
Valditara parla di integrazione
A fare da sponda è intervenuto Giuseppe Valditara, che ha escluso qualsiasi attrito con il Quirinale: “Assolutamente no, non c'è nessuno scontro del Quirinale”. Il ministro dell’Istruzione ha spiegato a New York che l’obiettivo dell’esecutivo è evitare forme di ghettizzazione, soprattutto per gli studenti che non padroneggiano ancora bene l’italiano.
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Valditara ha richiamato anche la linea della “Global Initiative per l’Africa”, che presenterà all’Onu nelle prossime ore, insistendo sul fatto che la scuola non deve creare separazioni. Nel suo ragionamento ha evocato il modello delle scuole segregate dell’Alabama degli anni ’50, che ha definito un esempio da non ripetere.
Le opposizioni accusano Meloni
Le parole della premier hanno però sollevato una reazione compatta del fronte opposto. Elly Schlein ha parlato di tentativo di trascinare il presidente della Repubblica nella polemica del momento e ha definito quella scelta una provocazione nei confronti della più alta carica dello Stato. Una critica condivisa anche da Avs e Movimento 5 Stelle.
Meloni, nel corso della stessa intervista, ha allargato il discorso anche ad altri fronti: dal burqa, che per Fratelli d’Italia andrebbe vietato a scuola e nei luoghi pubblici, fino ai conti pubblici. Ha espresso rammarico per il mancato allentamento della procedura Ue sul deficit, ricordando il taglio dell’indebitamento dall’8,1% al 3,08%, e ha indicato nella prossima legge di Bilancio il terreno per confermare la detassazione degli aumenti contrattuali. Poi ha lasciato aperto anche il capitolo politico-elettorale, senza sbilanciarsi sulla data del voto e avvertendo che, se la riforma della legge elettorale non dovesse passare, il governo ne prenderebbe atto.
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