Centro, la proposta da 11 miliardi: Ruffini e Gabrielli cercano l’unità
Più Uno presenta 43 misure su fisco, sicurezza, diritti e crescita e propone un confronto con le altre forze centriste del centrosinistra
Una lista comune dell’area centrista, da costruire in vista delle prossime elezioni e delle eventuali primarie del centrosinistra. È l’obiettivo indicato da Ernesto Ruffini e Franco Gabrielli, che alla Stampa Estera hanno illustrato il programma di Più Uno: 43 proposte raccolte in sei direttrici verso una maggiore uguaglianza, più una dedicata alla crescita.
Ruffini ha annunciato l’intenzione di aprire nei prossimi giorni un dialogo con le altre forze moderate del campo progressista. L’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate auspica una sintesi capace di trasformarsi in una piattaforma condivisa, sulla quale poi misurarsi anche attraverso le primarie.
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Un piano da oltre 11 miliardi
Il dossier assegna un costo preciso a ciascun intervento. La spesa complessiva supera di poco gli 11 miliardi di euro, una scelta che Gabrielli considera il principale elemento distintivo del progetto rispetto a programmi privi di una quantificazione dettagliata.
Le risorse, secondo i promotori, potrebbero arrivare dalla revisione di contributi, sussidi e incentivi alle imprese, per i quali viene stimato un margine di riduzione pari a 41 miliardi. Altri 18 miliardi sarebbero recuperabili attraverso acquisti più efficienti da parte delle amministrazioni pubbliche, mentre una gestione diversa di immobili, partecipazioni e beni concessi dallo Stato potrebbe produrre tra 4 e 5 miliardi aggiuntivi ogni anno.
Fisco più semplice, diritti automatici
Tra le misure figura il superamento del sistema degli anticipi fiscali per lavoratori autonomi, commercianti e piccole aziende. Ruffini propone di collegare il pagamento delle imposte agli incassi effettivi, anziché a guadagni stimati in anticipo: «Dico subito no nuove tasse», ha spiegato, richiamando il livello già elevato della pressione fiscale.
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Un’altra idea è la cosiddetta precompilata dei diritti, cioè un sistema che riunisca le informazioni già disponibili per indicare a ogni cittadino le prestazioni e gli aiuti a cui può accedere. L’obiettivo è ridurre il peso della burocrazia e impedire che l’accesso ai servizi dipenda dalla capacità di districarsi tra uffici e procedure.
Sicurezza e integrazione nella stessa agenda
La parte dedicata alla sicurezza prevede, tra gli altri interventi, una centrale operativa unica per favorire il coordinamento tra le forze dell’ordine. Nel programma rientrano anche prevenzione, presenza pubblica sul territorio, funzionamento della giustizia e percorsi di pena orientati al reinserimento.
Gabrielli ha collegato questi temi alla gestione dell’immigrazione, distinguendo tra contrasto ai flussi irregolari, rimpatri e integrazione. «Per noi l'immigrazione non è una minaccia, non è un problema ma una questione da gestire e da affrontare con intelligenza», ha detto, definendo l’integrazione una scelta strategica e non soltanto un atto di generosità.
Le altre aree del programma riguardano salute, casa e sostegni sociali; scuola, ricerca e formazione; lavoro, salari, competenze e innovazione. L’ultima direttrice, la “Più Una”, affida a industria, ricerca e innovazione il compito di sostenere una crescita capace di ampliare le opportunità e ridurre le distanze tra persone e territori.
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