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Politica 2 min di lettura31 min fa

Minori in carcere, la proposta di Nordio accende lo scontro politico

Il ministro valuta nuovi posti negli istituti minorili e l’uso di aree delle carceri per adulti, ma Pd, M5S e Più Europa contestano duramente la linea del governo.

L’ipotesi di destinare ai detenuti minorenni alcuni spazi oggi riservati agli adulti apre un nuovo fronte di polemica sulla giustizia. Carlo Nordio, intervenuto a Start su Sky Tg24, ha collegato la proposta alla necessità di gestire una fase caratterizzata da arresti numerosi tra i ragazzi coinvolti negli scontri a Milano.

Il ministro ha spiegato che gli istituti penali per minorenni stanno attraversando una situazione di difficoltà e che il governo sta valutando sia un aumento dei posti disponibili sia una diversa organizzazione degli spazi carcerari. Le opposizioni hanno reagito accusando l’esecutivo di puntare sulla detenzione invece che su prevenzione, istruzione e recupero.

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Nordio pensa a nuovi spazi detentivi

Secondo Nordio, il ricorso alla custodia in carcere può diventare necessario nei casi di minori responsabili di episodi violenti. Il ministro ha sostenuto che una concentrazione di arresti di questa portata non si era mai verificata e ha riassunto così la situazione: «Il sistema carcerario minorile in questo momento è effettivamente in sofferenza».

Il guardasigilli ha riferito che il giorno precedente si era svolta una riunione dedicata al problema. Tra le soluzioni esaminate ci sarebbero lo stanziamento delle risorse disponibili per ampliare la capacità degli istituti giovanili e la possibilità di riservare ai minorenni alcune sezioni delle strutture penitenziarie destinate agli adulti.


Il Pd accusa il governo

Michela Di Biase, deputata del Partito democratico, ha interpretato le parole del ministro come il segnale di un cambiamento nella concezione della giustizia minorile. A suo giudizio, l’esecutivo starebbe sostituendo i percorsi di reinserimento con una risposta centrata sulla reclusione, fino a mettere in discussione la separazione tra strutture per giovani e strutture per maggiorenni.

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La parlamentare ha criticato anche l’impostazione generale delle politiche rivolte al disagio giovanile. Invece di rafforzare scuola, prevenzione e strumenti di recupero, ha osservato, il governo sceglierebbe di aumentare il numero delle celle. Per Di Biase, questa direzione rischia di indebolire la funzione educativa e rieducativa della giustizia minorile.


M5S e Più Europa all’attacco

Anche i componenti del Movimento 5 Stelle nelle commissioni Giustizia di Camera e Senato hanno contestato l’impostazione del ministro. In una nota hanno sostenuto che il carcere, soprattutto quello per adulti, può avere conseguenze particolarmente gravi su persone ancora in fase di crescita e hanno definito rischioso collocare i giovani in ambienti potenzialmente criminogeni.

Gli esponenti pentastellati hanno inoltre richiamato gli effetti del decreto Caivano sulla disponibilità degli istituti minorili. A loro avviso, le strutture sarebbero già in difficoltà e la promessa di ampliare i posti nelle carceri per adulti non avrebbe ancora trovato una concreta attuazione.

Riccardo Magi, segretario di Più Europa, ha parlato di una scelta che rappresenterebbe «la bancarotta del nostro Stato». Il deputato ha accusato il governo di rispondere al disagio dei giovani con nuovi reati, condanne e misure detentive, chiedendo se l’inserimento dei minorenni nelle carceri per adulti possa davvero favorire il loro reinserimento sociale.

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