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Politica 2 min di lettura41 min fa

Minori in carcere con gli adulti? L’ipotesi di Nordio accende lo scontro

Il ministro valuta più posti negli istituti minorili e l’uso di sezioni per adulti; Pd, M5S e Più Europa contestano duramente la linea del governo.

L’ipotesi di destinare ai minorenni alcuni spazi delle carceri per adulti ha innescato una dura reazione politica. L’idea è stata avanzata da Carlo Nordio dopo gli arresti legati agli scontri di Milano, mentre le opposizioni accusano il governo di puntare sulla detenzione invece che su prevenzione, istruzione e percorsi di recupero.

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L’opposizione boccia la linea del governo

Per Michela Di Biase, deputata del Partito democratico, le parole del ministro mostrano una precisa impostazione dell’esecutivo: davanti a un giovane che commette un reato, sostiene, si sceglierebbe la cella anziché il reinserimento. La parlamentare contesta anche l’eventualità di trasferire i minori in strutture nate per gli adulti, ritenendola una scelta in contrasto con la specificità della giustizia minorile.

Il Pd ritiene che il disagio giovanile venga trattato soprattutto come un problema di ordine pubblico. Secondo Di Biase, scuola, prevenzione e sostegno sociale non riceverebbero la stessa attenzione riservata all’ampliamento degli spazi detentivi: «Per un giovane che sbaglia la risposta non è recuperarlo, ma rinchiuderlo in una cella».

Anche il Movimento 5 Stelle parla di una risposta sproporzionata. I componenti delle commissioni Giustizia di Camera e Senato sostengono che la detenzione, soprattutto in un carcere per adulti, possa danneggiare persone ancora in fase di crescita e persino favorire nuovi comportamenti criminali.


Nordio punta ad aumentare i posti

Il ministro della Giustizia ha spiegato che l’ondata di arresti di minorenni non avrebbe precedenti per ampiezza. A suo giudizio, in alcune circostanze è necessario ricorrere alla custodia in carcere per i giovani ritenuti violenti, ma l’attuale rete penitenziaria minorile non disporrebbe di capienza sufficiente.

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Nordio ha riferito, durante un’intervista a Start su Sky TG24, che il giorno precedente si era svolta una riunione dedicata all’emergenza. Tra le soluzioni esaminate ci sarebbero lo stanziamento delle risorse disponibili per ingrandire gli istituti minorili e la possibilità di riservare ai ragazzi alcune aree delle carceri per maggiorenni. «Il sistema carcerario minorile in questo momento è effettivamente in sofferenza», ha affermato il ministro.


Il nodo degli istituti già affollati

Il Movimento 5 Stelle collega la carenza di posti agli effetti del decreto Caivano, sostenendo che le strutture per minorenni siano già sottoposte a forte pressione. I parlamentari pentastellati ricordano inoltre che non sarebbe ancora stato realizzato l’aumento promesso della capienza negli istituti destinati agli adulti.

Riccardo Magi, segretario di Più Europa, interpreta le parole di Nordio come il segnale di un fallimento delle politiche pubbliche. A suo avviso, l’esecutivo starebbe rispondendo al disagio giovanile con nuovi reati, pene più severe e maggiore ricorso alla detenzione, senza affrontare le cause sociali del fenomeno.

Magi mette infine in dubbio che collocare i minorenni in sezioni per adulti possa favorirne il recupero e il ritorno nella società. Il timore espresso da Più Europa è che l’inasprimento delle misure alimenti ulteriormente il conflitto tra istituzioni e giovani, invece di ridurlo.

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