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Politica 1 min di lettura6 giorni fa

Centristi, Mastella rilancia la “Margherita 5.0” e bacchetta il campo largo

Il sindaco di Benevento invita le forze moderate a unirsi e accusa i litiganti del centrosinistra di perdere tempo con polemiche e simboli vecchi

Clemente Mastella torna a dettare la linea ai moderati e lo fa con una proposta netta: smettere di dividersi e mettere in piedi una nuova casa comune, ribattezzata “Margherita 5.0”. Nel mirino finiscono i contrasti interni al centrosinistra, che secondo lui rischiano di bloccare ancora una volta la costruzione della quarta gamba del campo largo.

Il sindaco di Benevento rivendica anche un certo mestiere nel campo, forte di una lunga storia politica che passa da cinque esperienze centriste: Ccd, Cdr, Udr, Udeur e Noi di Centro. Una traiettoria che, nel tempo, gli ha permesso di muoversi tra i due poli e di incidere, in più occasioni, sugli equilibri elettorali.


La lezione di Mastella ai moderati

Per Mastella, la vera urgenza non è aprire nuovi fronti di polemica, ma costruire una piattaforma comune per chi si riconosce nell’area centrista. L’obiettivo, nelle sue intenzioni, è evitare che i piccoli soggetti politici restino frammentati e senza peso.

Da qui il richiamo a un’operazione di sintesi che riporti insieme le forze riformiste e popolari. È in questo quadro che il nome della “Margherita 5.0” viene usato come simbolo di una possibile ricomposizione, non come semplice etichetta.

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Frecciate al centrosinistra litigioso

Nel ragionamento di Mastella c’è anche una critica precisa a chi, nel centrosinistra, continua a alimentare scontri e distinguo. Il riferimento è a Onorato, Magi e Renzi, ai quali il sindaco attribuisce un atteggiamento che giudica poco utile alla costruzione di un’alleanza più ampia.

Allo stesso tempo, invita l’area progressista a non insistere con formule e simboli che appartengono al passato. In particolare, sostiene che il centrosinistra debba lasciarsi alle spalle la stagione dei gazebo e concentrarsi su un progetto politico più solido, capace di tenere insieme i centristi senza trasformarli in una somma di sigle isolate.

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