Caso Delmastro, il M5s sfida il centrodestra: Dori va avanti
I pentastellati sostengono il presidente della Giunta mentre la maggioranza accusa Dori di aver agito senza informare gli altri organi parlamentari.
Il Movimento 5 Stelle si schiera con Devis Dori e accusa la maggioranza di aver perso ogni credibilità sul caso Delmastro. Secondo i pentastellati, il presidente della Giunta per le autorizzazioni sta difendendo correttamente le prerogative del proprio incarico presentando il ricorso alla Corte costituzionale.
Nel mirino del M5s torna anche la decisione di proteggere le conversazioni tra Andrea Delmastro e Caroccia, sottraendole all'esame di chi avrebbe dovuto valutare la richiesta della Procura di Roma. I pentastellati richiamano inoltre l'indagine su un possibile riciclaggio di denaro mafioso legato alla famiglia con cui l'ex sottosegretario di Fratelli d'Italia intratteneva rapporti d'affari.
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Il possibile paradosso istituzionale
Dario Iaia, esponente di Fratelli d'Italia, evidenzia una conseguenza che giudica paradossale: la Giunta potrebbe essere chiamata a pronunciarsi sul giudizio avviato da Dori proprio quando il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, deciderà di costituirsi nel procedimento.
La maggioranza sostiene quindi che l'iniziativa potrebbe coinvolgere nuovamente lo stesso organismo parlamentare che il presidente ha chiamato in causa con il conflitto di attribuzioni. Il ricorso riguarda il cosiddetto caso Delmastro e il rapporto tra le prerogative della Camera e le richieste della magistratura.
La fiducia si incrina in Giunta
Lo scontro è esploso dopo la presentazione dell'atto alla Consulta. I componenti di centrodestra hanno contestato a Dori di non aver coinvolto né la Giunta né l'Ufficio di Presidenza, chiedendo anche di ricevere il testo completo del ricorso per poterlo esaminare.
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Iaia ha parlato di una grave violazione della correttezza istituzionale e ha sostenuto che, per questo motivo, il rapporto fiduciario con il presidente sarebbe ormai compromesso. Al momento, tuttavia, non è stata avanzata una richiesta formale di dimissioni.
Dori difende la scelta
Dori ha riferito che le critiche non si sono trasformate in una domanda ufficiale di lasciare l'incarico. A suo giudizio, i deputati di centrodestra potrebbero aver compreso che l'iniziativa era stata assunta per tutelare il ruolo della Giunta, non per indebolirlo.
Quanto ai tempi, il presidente prevede che la Corte possa pronunciarsi sull'ammissibilità del conflitto all'inizio del 2027. Se il ricorso superasse quel primo esame, ha spiegato, sarebbe già un risultato importante; Dori lo considera inoltre giuridicamente solido, perché preparato con il contributo di costituzionalisti di grande rilievo e sviluppato a partire dal voto parlamentare sul caso Delmastro della scorsa estate.
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