Manovra, strade e Autonomia: la partita aperta dal Cdm
Approvato il Documento di bilancio da trasmettere a Bruxelles, insieme alle nuove regole per gli automobilisti e agli accordi con quattro Regioni.
La riunione del Consiglio dei ministri ha prodotto una serie di decisioni destinate a incidere su conti pubblici, viabilità e rapporti tra Stato e territori. Tra i provvedimenti approvati figurano il Documento programmatico di bilancio 2026, la riforma del Codice della strada e il disegno di legge sulle intese per l’Autonomia differenziata.
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Il bilancio entra nella fase decisiva
Il Documento programmatico di bilancio rappresenta la base sulla quale verrà costruita la prossima manovra economica. Il governo dovrà inviarlo alla Commissione europea entro il 15 ottobre, avviando così il confronto con Bruxelles sui principali numeri della finanza pubblica.
Nella stessa seduta è arrivato anche il via libera al decreto dedicato all’ex Ilva. Il provvedimento punta a garantire la continuità delle attività dello stabilimento di Taranto mentre si attende la decisione della Corte di cassazione. Approvata, inoltre, la revisione dello statuto del Friuli Venezia Giulia.
Multe e controlli, cosa cambia
Il nuovo Codice della strada introduce diverse modifiche per chi si sposta in automobile. Gli importi delle sanzioni potranno andare da 25 euro fino a 40mila euro, secondo la violazione contestata e le disposizioni previste dal testo approvato dal Consiglio dei ministri.
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Tra le novità indicate c’è anche il superamento dell’obbligo di mostrare materialmente patente e libretto durante i controlli. La verifica dei documenti potrà quindi essere effettuata attraverso gli strumenti disponibili alle forze dell’ordine, senza la necessità di esibire i due documenti in formato fisico.
Autonomia, quattro accordi e lo scontro
Il governo ha dato l’assenso definitivo alle intese con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Gli accordi, già sottoscritti con le quattro Regioni del Nord, riguardano il percorso dell’Autonomia differenziata. Matteo Salvini ha accolto con favore il risultato raggiunto a Palazzo Chigi.
Il Movimento 5 Stelle ha contestato duramente l’iniziativa. I suoi rappresentanti nelle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato sostengono che la legge Calderoli sia stata ridimensionata dalla Corte Costituzionale e definiscono il passaggio istituzionale una “farsa elettorale” priva di valore, oltre che una scelta rivolta agli elettori del centrodestra.
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