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Politica 4 min di lettura56 min fa

Manovra, Tajani rilancia: più margini per tagliare le tasse

Il vicepremier indica le priorità di Forza Italia e chiede alla Ue maggiore libertà di spesa, oltre a misure per negozi, imprese e sanità

Ridurre la pressione fiscale resta l’obiettivo centrale di Forza Italia, ma la possibilità di inserire nuove misure nella prossima manovra dipenderà anche dal margine concesso dall’Unione europea. Antonio Tajani, intervenuto al forum di Confesercenti in Piazza del Popolo a Roma, ha collegato le due questioni e ha illustrato alcune proposte del partito.

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Forza Italia punta sul fisco

Tra le ipotesi allo studio c’è un ulteriore intervento sull’Irpef, con un possibile ampliamento fino ai redditi di 60mila euro. Tajani ha citato anche una no tax area destinata ai giovani fino a 30 o 35 anni e l’abolizione del bollo per le prime automobili, comprese quelle intestate alle aziende.

Il vicepremier ha precisato che senza conoscere ancora le risorse disponibili è difficile definire proposte dettagliate. Il partito sta valutando inoltre un meccanismo per consentire ai contribuenti di utilizzare nello stesso anno le detrazioni relative alle spese sanitarie, invece di dover attendere l’anno successivo. L’intervento, secondo Tajani, sarebbe particolarmente utile agli anziani che sostengono costi medici aggiuntivi. Sul tavolo ci sono anche agevolazioni rivolte alle imprese.


La partita europea sulla flessibilità

Il leader di Forza Italia ha sostenuto che un maggiore spazio di bilancio permetterebbe al governo di finanziare più interventi. «Se avremo più flessibilità, in manovra potremo fare più cose», ha detto a Roma, spiegando di essere «moderatamente ottimista» sui segnali provenienti dall’Europa.

Secondo Tajani, l’Italia ha già ottenuto aperture per energia e sicurezza e ora punta a un ulteriore allentamento in risposta alla crescita dell’inflazione. Giorgia Meloni porterà il tema al Consiglio dell’Unione europea; Tajani lo ha inoltre discusso nella riunione della famiglia del Ppe e intende riproporlo ai capi di Stato e di governo del Partito popolare europeo.

Il ministro degli Esteri ha collegato la flessibilità alla competitività e ha rivolto un appello alla Bce affinché non aumenti ancora il costo del denaro. A suo giudizio, l’attuale inflazione dipende da fattori esterni, legati anche a Russia, stretto di Hormuz e Bab el-Mandeb, e non da dinamiche interne all’economia italiana. Un nuovo rialzo dei tassi, ha osservato, renderebbe più difficile l’accesso al credito per l’economia reale.


Negozi, sicurezza e sviluppo

Nel suo intervento Tajani ha difeso il ruolo delle attività di vicinato. La presenza di esercizi aperti, sia nei centri sia nelle periferie, contribuisce a mantenere le strade frequentate e può favorire la sicurezza: artigiani e commercianti, ha spiegato, sono anche in grado di segnalare situazioni anomale. Il buio e l’assenza di attività renderebbero invece più semplici i reati di microcriminalità.

Forza Italia è pronta a sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare dell’Associazione sulla rigenerazione urbana. Tajani ha indicato la prossima manovra di bilancio come possibile momento per discuterne, sostenendo che le risorse necessarie potrebbero essere recuperate.

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Il governo, ha ricordato, ha già istituito la Zes per l’Italia meridionale e per Marche e Umbria, colpite dal terremoto. Per il Nord si lavora a una zona economica speciale pensata soprattutto per ridurre gli ostacoli burocratici, con costi che potrebbero essere nulli; un’impostazione analoga, limitata agli adempimenti amministrativi, potrebbe riguardare anche i Comuni.

Tajani ha poi richiamato la norma dedicata alle botteghe storiche, con albi regionali. La tutela, oltre all’effetto sulla sicurezza urbana, dovrebbe aumentare l’attrattività turistica dei centri storici più piccoli e sostenere la vita delle periferie, che senza negozi rischiano di trasformarsi in quartieri-dormitorio.


Regole per il commercio digitale

Sul rapporto tra commercio tradizionale e grandi piattaforme, Tajani ha chiesto che le multinazionali digitali versino le imposte come gli altri operatori. «Il gigante del Web deve pagare le tasse come gli altri», ha affermato, chiarendo che l’obiettivo non è colpire gli Stati Uniti o le grandi aziende, ma assicurare condizioni di concorrenza equilibrate.

Il vicepremier ha ricordato anche il confronto sul diritto d’autore avvenuto al Parlamento europeo, presentandolo come un esempio della necessità di proteggere le imprese dalla concorrenza sleale. La tecnologia, ha aggiunto, rappresenta il futuro, ma deve essere accompagnata da regole capaci di evitare che il commercio elettronico cancelli quello tradizionale.


Tajani guarda alla fine legislatura

Quanto alla durata del governo, Tajani ritiene che resti circa un anno di lavoro. A titolo personale si è detto favorevole a proseguire fino alla conclusione naturale della legislatura e a votare nell’autunno successivo, purché non emergano nuovi imprevisti.

La priorità, ha concluso, è utilizzare il tempo disponibile per affrontare i problemi ancora aperti e portare avanti gli interventi prima del prossimo appuntamento elettorale.

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