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Politica 2 min di lettura49 min fa

Manovra rinviata, ma il governo incassa il primo via libera: cosa succede ora

Il Consiglio dei ministri approva il Documento programmatico di bilancio destinato a Bruxelles, mentre il disegno di legge finanziaria slitta e l’Autonomia passa alla fase parlamentare.

La manovra non arriva ancora al traguardo decisivo, ma il governo compie il passaggio necessario per rispettare gli impegni europei: il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al Documento programmatico di bilancio, da trasmettere a Bruxelles entro il 15 ottobre. Per il disegno di legge di bilancio, invece, bisognerà attendere il completamento della procedura europea sulla clausola di salvaguardia nazionale.

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Il bilancio resta ancora in sospeso

L’ordine del giorno diffuso inizialmente da Palazzo Chigi indicava anche una presentazione delle linee della manovra per il bilancio dello Stato 2027 e per il triennio 2027-2029. Nella versione aggiornata, però, quel punto non compariva più, così come era stato eliminato l’esame preliminare di un decreto correttivo sui testi unici in materia tributaria e di riscossione.

Palazzo Chigi ha attribuito la prima versione a un errore materiale, precisando che si trattava di una convocazione non aggiornata. La spiegazione è arrivata dopo che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva chiarito in Parlamento che l’approvazione del disegno di legge di bilancio sarebbe avvenuta in una fase successiva.

La composizione definitiva della manovra dipende infatti dall’esito della procedura europea per l’attivazione della clausola nazionale. Il passaggio è atteso all’Eurogruppo del 9 novembre: per questo non sarà rispettata la scadenza, non vincolante, del 20 ottobre per l’invio del testo alle Camere. Il Documento programmatico rappresenta intanto l’impianto generale dell’intervento, dopo l’autorizzazione parlamentare allo scostamento di bilancio.


L’Autonomia entra nella fase parlamentare

Nel corso della riunione il governo ha approvato anche gli schemi delle intese definitive sull’Autonomia differenziata e i relativi disegni di legge per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Roberto Calderoli ha presentato il passaggio come un avanzamento determinante del percorso istituzionale.

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«L’Autonomia compie un passo avanti decisivo», ha dichiarato Calderoli commentando il via libera. Il ministro ha aggiunto che, dopo il lavoro svolto con le quattro Regioni, resta ora il passaggio parlamentare, definito come l’ultimo tratto prima della possibile realizzazione della riforma.

Calderoli ha inoltre ricordato che l’attribuzione di ulteriori forme di autonomia ai territori costituisce uno degli impegni del programma del centrodestra e una battaglia storica della Lega. Con l’approvazione degli schemi e dei disegni di legge, la procedura può quindi proseguire nelle Camere.


Gli altri provvedimenti sul tavolo

Tra gli argomenti inseriti nella convocazione figuravano anche due decreti-legge: uno dedicato agli interventi straordinari per i Campi Flegrei e alle misure urgenti di protezione civile, l’altro destinato ai lavoratori dell’ex Ilva, alle aziende dell’indotto e al rilancio industriale dell’area.

Era inoltre previsto l’esame del nuovo Codice della strada, insieme a provvedimenti correttivi collegati alla delega fiscale. Nell’agenda comparivano infine il disegno di legge costituzionale per adeguare lo Statuto speciale del Friuli-Venezia Giulia e il passaggio conclusivo del decreto del Presidente della Repubblica sui titoli abilitanti necessari per esercitare la professione di biologo.

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