Autonomia, il voto decisivo arriva ora: quattro Regioni in attesa
Il Consiglio dei ministri ha approvato le intese definitive per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, aprendo la strada all’esame parlamentare della riforma.
La riforma dell’autonomia differenziata entra nella fase decisiva: dopo il via libera del Consiglio dei ministri alle intese con quattro Regioni, il prossimo passaggio sarà l’esame del Parlamento. Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto sono ora al centro di un percorso istituzionale che il governo considera vicino alla conclusione.
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Il Parlamento diventa l’ultimo ostacolo
Matteo Salvini ha accolto l’approvazione come un risultato storico per la Lega e ha sottolineato il significato politico dell’accordo. “Avanti tutta con l’Autonomia! Il via libera di stasera in Cdm alle intese definitive con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto è una soddisfazione enorme, da ministro, da italiano e da leghista”, ha scritto sui social il vicepremier.
Nel suo messaggio, il leader leghista ha collegato la riforma alla valorizzazione del merito e del buon governo, contrapponendola agli sprechi e ai ritardi che, a suo giudizio, danneggiano i cittadini. Salvini ha inoltre ricordato il ruolo avuto da Umberto Bossi e Roberto Maroni nella battaglia sull’autonomia e ha indicato il voto parlamentare come il prossimo traguardo.
Anche Attilio Fontana ha evidenziato che la procedura non si è conclusa con la decisione del governo. Il presidente della Lombardia, uscendo da Palazzo Chigi, ha spiegato che il dossier è pronto per approdare alle Camere e che l’attenzione si sposta quindi sul confronto parlamentare.
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Quattro intese verso l’esame
La riunione del governo ha dato il via libera ai disegni di legge collegati alle ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia previste dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione. Le intese definitive riguardano Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, le quattro amministrazioni regionali che hanno intrapreso questo percorso.
Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, ha definito la deliberazione un passaggio istituzionale determinante. Secondo Calderoli, il progetto rappresenta uno degli impegni principali del centrodestra e una battaglia storica della Lega; ora, ha aggiunto, resta da affrontare l’ultima fase in Parlamento.
Nella stessa seduta, il Consiglio dei ministri ha approvato anche il Documento programmatico di bilancio. Il documento dovrà essere trasmesso all’Unione europea entro il 15 ottobre, secondo la scadenza prevista.
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