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Politica 3 min di lettura2 giorni fa

Carburanti, il pieno può costare meno: cifre e distributori coinvolti

Il limite fissato da Eni parte con benzina a 1,99 euro e diesel a 2,19, mentre IP avvia l’applicazione graduale del proprio meccanismo.

Il primo effetto concreto sul caro carburanti si misura già alla pompa: per chi utilizza la rete Eni o Enilive, il prezzo massimo è stato fissato a 1,99 euro al litro per la benzina e a 2,19 euro per il gasolio. Secondo le stime di Adusbef, su un rifornimento da 50 litri il risparmio medio può arrivare rispettivamente a 8,45 e 9,35 euro.


Il risparmio varia da zona a zona

Il calcolo dell’associazione è stato effettuato confrontando il nuovo limite Eni con i listini medi diffusi dal Mimit il 27 settembre. La differenza stimata è di 16,9 centesimi al litro sulla benzina e di 18,7 centesimi sul diesel, ma il vantaggio può crescere nelle regioni dove i prezzi risultano più alti della media nazionale.

A Bolzano, per esempio, il gasolio indicato a 2,428 euro al litro produce, secondo Adusbef, un beneficio di circa 11,90 euro per un pieno. Per la benzina, nella stessa area, la riduzione stimata arriva a 10,50 euro. Tra le altre regioni con gli scarti più significativi figurano Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia per il diesel, mentre Friuli Venezia Giulia e Calabria sono tra quelle con i maggiori risparmi potenziali sulla benzina, pari a circa 9,60 euro a rifornimento.


Eni parte subito, IP segue gradualmente

Il nuovo limite di Eni ed Enilive è entrato in vigore lunedì 28 settembre e, in questa prima fase, resterà valido per 30 giorni. L’azienda potrà prorogarlo sino alla fine dell’anno, valutando l’evoluzione del mercato e la disponibilità degli approvvigionamenti.

Nella stessa giornata IP ha avviato il proprio intervento, ma con un’estensione progressiva sulla rete a marchio. La società non ha indicato una soglia numerica: Socar, che controlla IP, ha spiegato che il valore sarà definito considerando le esigenze dei diversi soggetti della filiera e la necessità di sostenere partner e gestori.

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Quasi 8.500 stazioni nel perimetro

La somma delle due reti potrebbe portare il provvedimento a interessare circa 8.500 distributori italiani. I punti vendita Eni ed Enilive sono circa 4.000, mentre quelli IP raggiungono approssimativamente quota 4.500: nel complesso, si tratta di quasi il 39% delle circa 22mila stazioni presenti nel Paese.

Rimane aperta la possibilità di un coinvolgimento di altri operatori. Tra le aziende osservate c’è Esso; Socar ha riferito che verranno valutate soluzioni per allargare il meccanismo alle stazioni Esso e alle altre realtà che si approvvigionano attraverso IP.


La reazione del governo

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha giudicato positivamente l’iniziativa di IP, arrivata dopo quella di Eni. “È un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane che conferma che è possibile contribuire concretamente a contenere il caro carburanti”, ha affermato, ringraziando il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev e il presidente di Socar Rovshan Najaf.

La premier ha aggiunto che l’esecutivo continuerà a intervenire per sostenere i nuclei familiari e difenderne il potere d’acquisto, soprattutto in una fase internazionale definita complessa. Antonio Tanza, presidente di Adusbef, ha infine osservato che il beneficio potrebbe aumentare se la riduzione delle accise entrata in vigore sabato fosse trasferita interamente sui prezzi finali: si tratta della valutazione espressa dall’associazione.

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