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Politica 2 min di lettura5 giorni fa

Bollo auto, il governo accelera: Giorgetti punta all’addio stabile

Alla Camera il ministro dell’Economia collega la futura manovra alla tassa automobilistica, ma avverte che ogni taglio dovrà fare i conti con 2,3 miliardi da coprire e con il quadro dei conti pubblici.

L’eliminazione del bollo auto resta un obiettivo politico del governo, ma la strada non è ancora quella di un taglio generalizzato. Giancarlo Giorgetti, durante il question time alla Camera dei Deputati, ha ribadito che l’intenzione dell’esecutivo è trasformare questa scelta in una misura stabile, pur dentro i vincoli di bilancio e con la necessità di sostituire il mancato gettito per regioni e province autonome.


Coperture e tempi della manovra

Sul fronte dei conti pubblici, il ministro dell’Economia ha ricordato che l’assenza di entrate per gli enti territoriali pesa per 2,3 miliardi e non può essere ignorata. La compensazione delle risorse, secondo quanto riferito da Giorgetti, dovrà quindi accompagnare qualsiasi intervento sulla tassa automobilistica.

Nello stesso passaggio, il titolare del Mef ha collocato le scelte fiscali dentro il prossimo aggiornamento della finanza pubblica. Le indicazioni più precise, ha spiegato, arriveranno all’inizio di ottobre, quando il quadro tendenziale e quello programmatico forniranno la base per decidere le priorità della manovra.


Irpef e altre priorità fiscali

Non c’è solo il capitolo auto nell’agenda del governo. Giorgetti ha infatti richiamato anche il dossier Irpef, confermando che tra gli obiettivi c’è un alleggerimento per il ceto medio e un ritocco della soglia legata all’aliquota del 43%.

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Su questo punto il ministro ha chiarito che le varie misure dovranno trovare un equilibrio comune in tempi rapidi. La revisione dell’imposta sul reddito, ha detto, resta una delle finalità dell’esecutivo, ma dovrà convivere con le altre esigenze di bilancio e con l’andamento dei tassi e dei prezzi delle materie prime, che hanno inciso sulle principali voci contabili.


Il nodo degli extraprofitti energetici

Nel corso del suo intervento Giorgetti è tornato anche sul tema degli extraprofitti nel settore energetico, definendolo un concetto dai confini non semplici da delimitare. Ha però ricordato che in passato l’Italia è intervenuta con strumenti straordinari e si è mossa per prima a livello europeo per cercare una cornice giuridica adeguata.

Dopo un primo confronto all’Ecofin di Dublino, la discussione tornerà sul tavolo nella riunione di inizio ottobre a Bruxelles. Secondo il ministro, alcuni Paesi che inizialmente erano contrari starebbero ora convergendo verso una posizione più vicina a quella italiana, anche per l’eccezionalità del quadro in corso.

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