Bilancio, il fronte anti-riarmo si compatta: cosa chiedono le opposizioni
Pd, M5s, Avs, Italia viva e +Europa contestano il nuovo indebitamento e indicano sanità, famiglie, povertà ed energia come priorità.
Giuseppe Conte chiede alle forze di opposizione di mantenere la compattezza anche sul tema della guerra in Ucraina, alla vigilia dell’intervento di Giorgia Meloni in Parlamento. «In queste ore stiamo lavorando anche per la risoluzione per domani e confido, come nell'ultimo tentativo, che sul passaggio sul conflitto in Ucraina si possano compattare tutte le opposizioni», ha detto il leader del M5s.
Per Elly Schlein, intanto, l’intesa raggiunta rappresenta un segnale politico che va oltre il singolo passaggio parlamentare. «La risoluzione unitaria sul Dpfp dimostra che l'alternativa alle destre poggia già su una base programmatica comune», ha affermato la segretaria del Pd.
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Schlein vede una piattaforma comune
Secondo Schlein, il documento raccoglie 21 punti elaborati dalle forze progressiste durante il lavoro parlamentare contro il governo. Tra i temi indicati figurano crescita, occupazione, salari, congedo paritario, sanità universalistica, ricerca, diritto alla casa e politica industriale.
La leader dem considera inoltre il testo un primo nucleo programmatico per una futura alleanza progressista. Nel perimetro delle posizioni condivise rientra anche il rifiuto di utilizzare nuovo debito per aumentare gli stanziamenti destinati agli armamenti.
Le priorità indicate nel documento
La posizione comune nasce dalla scelta di non sostenere l’indebitamento previsto dalla Relazione al Parlamento. Pd, M5s, Avs, Italia viva e +Europa hanno presentato un’unica risoluzione, contestando la ripartizione delle risorse tra energia e difesa in una fase segnata dall’inflazione e dalla riduzione del potere d’acquisto delle famiglie.
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Le opposizioni chiedono invece che eventuali nuove risorse vengano destinate esclusivamente al contrasto della povertà assoluta, al rafforzamento della sanità pubblica e all’aiuto per nuclei familiari e imprese colpiti dalla crisi energetica. Tra gli obiettivi indicati c’è anche la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili importati, attraverso fonti pulite, reti e infrastrutture energetiche.
Nel documento viene inoltre criticato il riarmo separato degli eserciti nazionali. La proposta alternativa punta a una difesa europea realmente coordinata, alla maggiore autonomia energetica degli Stati membri e a una revisione degli impegni di spesa assunti in ambito Nato, così da evitare ulteriori aumenti per i sistemi d’armamento finanziati dal bilancio statale.
Con il voto contrario alla Relazione, i gruppi firmatari negano quindi l’autorizzazione allo scostamento di bilancio richiesto dall’esecutivo. La convergenza è già stata raggiunta sul documento economico, mentre resta da verificare se sarà possibile una posizione condivisa anche sulle comunicazioni della presidente del Consiglio relative al conflitto in Ucraina.
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