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Politica 1 min di lettura6 giorni fa

Aspides e gasdotti: la richiesta di Tajani che punta all’Ue

Il ministro degli Esteri chiede più protezione nel Mar Rosso e rilancia nuovi collegamenti energetici per ridurre l’esposizione ai conflitti.

Antonio Tajani mette insieme sicurezza dei traffici e approvvigionamenti energetici: per il ministro degli Esteri, l’Unione europea dovrebbe potenziare la missione Aspides e parallelamente investire in nuovi gasdotti. L’obiettivo, ha spiegato, è ridurre i rischi legati alle aree di crisi e rendere più sicuro il flusso dell’energia verso l’Europa.


Più protezione per le rotte

Nel messaggio del titolare della Farnesina, la missione Aspides non va lasciata invariata. Tajani chiede a Bruxelles un rafforzamento dell’operazione, che ha il compito di presidiare un tratto strategico per il commercio internazionale e per la sicurezza dei collegamenti marittimi.

La sua posizione lega il dossier della difesa a quello economico: se le rotte restano esposte alle tensioni regionali, ha osservato in sostanza, ne risentono sia gli scambi sia la stabilità degli approvvigionamenti. Da qui la spinta a un intervento europeo più deciso.

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L’idea dei nuovi condotti

Accanto al tema militare, Tajani ha rilanciato la necessità di costruire nuovi gasdotti. L’idea è sviluppare infrastrutture capaci di importare energia passando attorno alle aree di conflitto, così da limitare l’impatto delle crisi geopolitiche sui consumi europei.

Il ministro ha sintetizzato così il concetto: “Pensiamo alla costruzione di condotti per importare l’energia bypassando i conflitti”. Il richiamo, in altre parole, è a una strategia che unisca sicurezza degli approvvigionamenti e minore dipendenza dalle zone più instabili.

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