Antisemitismo, Segre rilancia: «Il Paese trovi un’intesa
La senatrice invita le forze politiche a superare le divisioni sul disegno di legge, mentre alla Camera si prepara il confronto parlamentare
Il rischio, secondo Liliana Segre, non riguarda soltanto l’approvazione di una legge: una spaccatura tra i partiti su un tema così delicato potrebbe indebolire l’immagine dell’Italia e favorire un clima ancora più ostile. Per questo la senatrice chiede alle forze politiche di mettere da parte convenienze di parte e di cercare una soluzione condivisa.
Segre chiede un passo indietro
In una nota, Segre rivolge un nuovo appello alla responsabilità collettiva: «Rivolgo dunque un nuovo, accorato appello a tutti i partiti affinché compiano un ulteriore sforzo di generosità e di responsabilità, mettendo da parte ogni speculazione e avendo di mira il superiore interesse del Paese». La senatrice considera possibile un’intesa ampia, anche attraverso un eventuale aggiustamento del testo.
La questione centrale, a suo giudizio, è combattere l’antisemitismo senza comprimere la possibilità di criticare le decisioni del governo israeliano. Segre ricorda di avere contestato più volte le scelte degli attuali governanti di Israele, fino ad arrivare a parlare di «repulsione», e sostiene che la versione del disegno di legge ora in esame non presenti ostacoli sostanziali su questo punto.
Il testo e il nodo delle critiche a
La senatrice sottolinea che il passaggio parlamentare al Senato ha modificato in modo significativo la proposta iniziale: sono state rimosse sia le norme penali sia alcuni divieti previsti nelle prime versioni. Anche il riferimento al documento dell’Ihra, aggiunge, distingue tra manifestazioni antisemite rivolte a Israele in quanto comunità ebraica e contestazioni analoghe a quelle rivolte a qualsiasi altro Stato.
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Secondo Segre, le principali forze politiche sembrano condividere tre punti: l’antisemitismo è tornato a rappresentare una minaccia, va contrastato per proteggere la minoranza ebraica ma anche la qualità della democrazia, e la nuova disciplina deve lasciare spazio alla critica politica verso Israele. Se una formula più esplicita nel testo servisse a costruire un consenso trasversale, la senatrice invita ad accettarla.
Il confronto alla Camera si avvicina
La discussione generale sul disegno di legge prenderà il via alla Camera da venerdì 2. Il Partito Democratico si prepara a esprimere voto contrario; una posizione analoga, nell’area di destra, è stata annunciata da Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale.
Segre si dice sorpresa dalle divisioni emerse e richiama il precedente della legge che istituì il Giorno della Memoria. Furio Colombo, ricorda la senatrice, aveva indicato come obiettivo politico e morale un’approvazione unanime, considerando le responsabilità italiane nelle leggi razziali del 1938 e nella Shoah: quel risultato arrivò nel 2000, dopo un lavoro di mediazione che portò il Parlamento a votare compatto.
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