Aeroporti francesi nel mirino? Macron alza l’allerta sulla Russia
Il presidente francese minimizza il report attribuito alla Cia, ma parla di minaccia concreta e conferma nuove misure di protezione per siti civili, militari e dell’industria della difesa.
Le nuove contromisure scattate in Francia raccontano meglio di ogni formula il clima che si respira: Parigi sta rafforzando la difesa di siti civili e militari mentre Emmanuel Macron avverte che la minaccia russa non va sottovalutata. Sullo sfondo restano anche le domande sugli aeroporti di Orly, Charles de Gaulle e Marsiglia, indicati dal presidente come possibili obiettivi di un drone armato.
La prudenza sulle parole, non sulla minaccia
Macron, intervistato da France 2 e TF1, ha respinto la ricostruzione di El Mundo sul presunto avviso della Cia a Parigi su un attacco imminente. Ha aggiunto che lo stesso giudizio è stato espresso anche dal ministro della Difesa italiano.
Allo stesso tempo, però, il capo dell’Eliseo ha insistito sul fatto che il quadro generale resta preoccupante. A suo dire gli atti ostili sono aumentati in molti Paesi europei e il contesto si è fatto più teso. Ha spiegato anche che, secondo la visione del Cremlino, l’Europa viene considerata come la profondità strategica dell’Ucraina.
Protezioni aggiuntive su siti civili e militari
La reazione francese non si limita alle dichiarazioni. Macron ha chiarito che il governo sta aggiornando il proprio dispositivo, con misure supplementari «regione per regione» per i siti sensibili, per quelli civili dove ciò sia giustificato, per le installazioni militari e per le strutture legate all’industria della difesa.
Il presidente ha fatto capire che questa linea si inserisce nella risposta alla guerra ibrida già avviata nei mesi passati. Ha anche ricordato l’attacco di Lipsia, sostenendo che, se fosse andato a segno, avrebbe provocato vittime sul suolo tedesco. Per la Francia, invece, non risulta un episodio analogo: se fosse accaduto, ha osservato, sarebbe stato reso noto.
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Mosca, i raid ibridi e il nodo Ucraina
Pur parlando di aggressività russa, Macron ha evitato toni ancora più duri. Non vuole alimentare, ha spiegato, una spirale verbale che finirebbe per favorire gli obiettivi di Mosca. La Russia, secondo il suo racconto, cerca proprio di spingere i governi europei verso un lessico da guerra per giustificare la propria mobilitazione.
Ha poi spiegato che le informazioni ritenute davvero affidabili dall’intelligence americana riguardano la possibile mobilitazione di altri 300mila uomini dopo la fine delle elezioni. Un segnale, ha sostenuto, che Mosca sarebbe pronta a sostenere nuovi sacrifici pur di arrivare al controllo dell’intero Donbass.
La proposta francese per fermare gli attacchi
Su questo sfondo, la Francia ha già spedito altri radar e altri missili all’Ucraina. Macron ha ribadito che la responsabilità di Parigi è aiutare Kyiv a resistere all’offensiva russa.
In parallelo, il presidente ha illustrato una «doppia moratoria» proposta a Kyiv e Mosca: sospendere i raid contro le infrastrutture energetiche reciproche e interrompere le ostilità nel Mar Nero, così da sbloccare le decine di milioni di tonnellate di cereali. Non si tratta, ha precisato, di un cessate il fuoco: la Russia non lo accetterebbe per il timore di un riarmo ucraino. L’obiettivo, quindi, sarebbe più limitato e immediato: fermare gli attacchi su alcuni obiettivi specifici.
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