6.000Lettori online ora
Politica 1 min di lettura27 set

Aborto ed eutanasia, il monito del Papa: la medicina non serva la morte

Da Lourdes, Francesco richiama il valore inviolabile di ogni vita e distingue tra ciò che la legge consente e ciò che è moralmente giusto.

La medicina non può diventare uno strumento per stabilire in anticipo chi debba vivere e chi no. Nel suo intervento, il Papa ha contestato l’idea che procedure scientifiche o valutazioni automatizzate possano decidere il destino di un embrione o di una persona anziana, ribadendo che «La medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata».


La vita non dipende dagli algoritmi

Il Pontefice ha respinto l’utilizzo di «algoritmi di laboratorio» come criterio per determinare il valore o il futuro di una vita umana. Il riferimento riguarda sia l’embrione sia l’anziano, due condizioni che, secondo la posizione espressa dalla Chiesa, non possono essere sottoposte a una selezione tecnica.

La stessa impostazione sostiene il rifiuto di aborto ed eutanasia. Nel messaggio rivolto ai malati, Francesco ha escluso che la medicina possa accettare la morte programmata come esito normale o come risposta a una presunta necessità.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Dignità oltre ciò che è legale

Il Papa ha inoltre richiamato il principio secondo cui la dignità personale non può essere cancellata da una norma. «Nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità», ha affermato, invitando a respingere l’idea di togliere la vita in nome di una compassione giudicata ingannevole.

Nel corso dell’incontro con i malati a Lourdes, Francesco ha collegato questo tema anche all’obiezione di coscienza, osservando: «Ciò che è legale non è necessariamente morale». La sua posizione resta quindi netta: la possibilità prevista dall’ordinamento non basta, da sola, a rendere eticamente accettabile la soppressione di una vita.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere