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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Wolff e il dubbio che può incendiare un team: la lezione di Prost

Il responsabile Mercedes ha spiegato perché equilibrio, chiarezza e fiducia siano decisivi quando due piloti di vertice si contendono lo stesso obiettivo.

Per Toto Wolff, il modo migliore per evitare che una rivalità tra compagni di squadra sfugga al controllo passa dalla trasparenza. Il responsabile della Mercedes lo ha capito anche grazie a una conversazione avuta agli inizi della sua esperienza in Formula 1 con Alain Prost, protagonista negli anni Ottanta della celebre sfida interna alla McLaren contro Ayrton Senna.

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La rivalità che mise alla prova Mercedes

Dal 2013, anno del suo ingresso al vertice della squadra anglo-tedesca, Wolff ha guidato una fase ricchissima di risultati: Mercedes ha conquistato otto titoli Piloti e altrettanti Costruttori. Il bilancio, tuttavia, comprende anche situazioni delicate nella gestione dei due alfieri del team.

Il caso più complesso si è verificato nel 2016, quando Lewis Hamilton e Nico Rosberg si sono contesi il campionato all’interno della stessa squadra. I contatti in pista e la tensione crescente non hanno impedito alla Mercedes di vincere il titolo Costruttori, mentre Rosberg ha chiuso la stagione da campione del mondo, prima di annunciare a sorpresa il ritiro.


Prost gli spiegò il nodo della fiducia

Molto prima di affrontare quella crisi, Wolff aveva chiesto a Prost di raccontargli come fosse degenerato il rapporto con Senna. L’incontro risaliva ai primi anni della carriera dell’austriaco, quando si trovava alla Williams e il francese ricopriva un incarico legato alla Renault.

Prost, secondo il racconto di Wolff, individuò il problema nell’incertezza sul pilota realmente sostenuto dalla squadra. In alcuni momenti il francese aveva percepito di essere la prima scelta, mentre in altri aveva avuto l’impressione che il vantaggio fosse dalla parte di Senna. Questa ambiguità, ha spiegato, alimentava sospetti e rendeva ogni compagno un possibile avversario favorito da decisioni interne.

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“Il problema era non sapere mai con certezza chi fosse il favorito della squadra”, ha ricordato Wolff descrivendo quella conversazione. Da quel confronto, il dirigente ha ricavato l’idea che la componente emotiva non possa essere separata dalla gestione sportiva: un pilota deve sentirsi protetto e trattato secondo criteri comprensibili.


Regole chiare per evitare fratture

Wolff considera i piloti atleti segnati fin dall’infanzia dal peso delle aspettative e dal sogno costruito attorno alle corse. Quando arrivano in Formula 1 e ricevono l’ordine di mettere gli interessi della squadra davanti a quelli personali, si trovano così a gestire una tensione psicologica tutt’altro che semplice.

Per questo Mercedes punta, secondo il suo responsabile, su un rapporto franco e bilanciato. “Se un giorno decidessimo di adottare una strategia di squadra, lo dichiarerò apertamente”, ha affermato Wolff. Le regole, nella sua visione, devono essere comunicate prima e applicate senza zone d’ombra; eventuali contrasti vanno affrontati attraverso il confronto, non lasciati crescere dietro le quinte.

La lezione maturata osservando il duello tra Prost e Senna continua dunque a orientare il metodo di Wolff. Il suo obiettivo è impedire che uno dei due piloti perda fiducia nella squadra, perché proprio quella frattura può trasformare una competizione interna in una crisi difficile da controllare.

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