Volkswagen chiude il terzo trimestre con 5,82 miliardi di perdita
Ricavi e consegne in calo, mentre il gruppo prepara un piano da 31 miliardi per ridurre costi e recuperare margini
Volkswagen ha chiuso il terzo trimestre 2026 con una perdita netta di 5,82 miliardi di euro. Tra luglio e settembre, il gruppo ha registrato un forte peggioramento dei risultati e ha confermato la necessità di intervenire rapidamente.
Il direttore finanziario Arno Antlitz ha lanciato l’allarme sui conti e sui tempi della riorganizzazione: «Non possiamo permetterci di perdere tempo e dobbiamo agire rapidamente e con decisione».
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Conti in forte peggioramento
Nel periodo considerato, i ricavi sono scesi del 6,3%, fermandosi a 75,27 miliardi di euro. Le consegne hanno raggiunto 1,885 milioni di veicoli, con una contrazione del 14,3% rispetto allo stesso intervallo di riferimento.
La perdita operativa è aumentata da 1,3 a 5,86 miliardi di euro, mentre quella netta è salita da 1,07 a 5,82 miliardi. Anche la generazione di cassa ha subito una riduzione: i flussi delle attività operative sono diminuiti del 42,4%, a quota 4,9 miliardi.
A pesare sui risultati sono stati il rallentamento del mercato cinese, l’incremento dei prezzi a livello internazionale, la concorrenza più intensa e il peso crescente dei veicoli elettrici, che al momento garantiscono margini inferiori rispetto alle auto con motore termico. Antlitz ha spiegato che «il successo commerciale delle nostre auto a batteria sta esercitando un’ulteriore pressione sui nostri utili».
Il piano per ridurre i costi
Nei primi nove mesi dell’anno, il margine operativo depurato dalle componenti straordinarie si è attestato al 3,8%. Per il gruppo si tratta di un livello insufficiente a sostenere gli investimenti previsti per lo sviluppo futuro.
Volkswagen ha quindi indicato nel Piano per il Futuro le principali linee d’intervento: una gamma di modelli più semplice, strutture aziendali alleggerite, costi di produzione inferiori, minori spese generali e una maggiore efficienza degli impianti. Il programma comprende anche un’accelerazione dello sviluppo tecnologico.
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Nel complesso, le misure dovrebbero produrre risparmi per circa 31 miliardi di euro. La società ha già segnalato a fine settembre un peggioramento delle prospettive economiche e ora punta a rendere più rapida l’attuazione del piano.
La pressione sull’elettrico
Volkswagen mantiene una posizione di primo piano nella mobilità elettrica europea. Le vetture a batteria costituiscono il 40% degli ordini presenti nel portafoglio del gruppo, mentre la famiglia di auto urbane elettriche ha raccolto 150.000 richieste.
Questi risultati commerciali, però, non hanno ancora compensato i margini più contenuti delle vetture elettriche. Il problema indicato dalla società riguarda quindi soprattutto i costi e la redditività dei modelli, non il numero delle consegne.
Le richieste a Berlino e Bruxelles
I risultati di Volkswagen arrivano mentre il Governo tedesco sta esercitando pressioni sull’Unione europea per rivedere l’obiettivo del 2035 relativo alla vendita di sole auto elettriche. Tra le ipotesi discusse figurano anche nuovi incentivi pubblici destinati sia agli acquirenti sia ai produttori.
A Bruxelles si valuta inoltre come affrontare le conseguenze occupazionali della crisi dell’industria automobilistica. Da tempo vengono discussi possibili bonus per l’acquisto di veicoli a batteria, in un comparto che teme ricadute economiche, politiche e sociali.
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