Tesla, il volo della Roadster non salva il titolo: i numeri
Le azioni Tesla hanno perso terreno tra il 14 e il 16 ottobre, ma gli investitori sembrano guardare soprattutto a consegne, profitti e sostenibilità finanziaria del gruppo.
La presentazione della Roadster 2026 non sembra essere la causa principale della debolezza registrata in Borsa da Tesla. Tra il 14 e il 16 ottobre il titolo ha lasciato sul terreno il 3,39%, all’interno di una fase già orientata al ribasso e condizionata dalle attese sui risultati del gruppo.
Gli investitori stanno infatti concentrando l’attenzione sulla redditività dell’attività automobilistica, sui volumi delle consegne e sui prossimi conti trimestrali. In questo quadro, una vettura destinata a produzioni limitate appare un elemento secondario rispetto alle prospettive economiche dell’intera società.
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Il titolo perde terreno prima dell’evento
Alla chiusura del 13 ottobre, l’azione Tesla valeva 375,23 dollari. Il giorno successivo, alla vigilia della presentazione, la quotazione è scesa a 367,16 dollari, con una variazione negativa del 2,15%.
Il 15 ottobre, data dell’evento dedicato alla nuova Roadster, il titolo ha proseguito la discesa fino a 362,44 dollari, arretrando dell’1,29%. La settimana si è chiusa il 16 ottobre a 354,72 dollari, con un ulteriore calo del 2,13%.
Nel complesso, la perdita tra il 13 e il 16 ottobre è stata del 5,47%, mentre il confronto tra il 14 e il 16 ottobre evidenzia una flessione del 3,39%. Nelle contrattazioni precedenti all’apertura del 19 ottobre è comparso un recupero limitato: 356,18 dollari, pari a un rialzo dello 0,41%.
Una supercar tra ritardi e dubbi
La Roadster ha attirato grande attenzione per il sistema sviluppato con un’azienda aerospaziale, che combina propulsori ad aria compressa e ventole collocate sotto la carrozzeria. Tuttavia, il progetto porta con sé anche una lunga storia di rinvii: inizialmente annunciata per il 2020 a un prezzo di partenza di 200 mila dollari, la vettura dovrebbe arrivare alla produzione soltanto nel 2028.
Rispetto al prototipo mostrato nel 2017, la nuova versione presenta una carrozzeria più spigolosa, richiama l’estetica degli aerei militari e rinuncia ai quattro posti originari per concentrarsi su due sedute, che diventano una sola nelle configurazioni più estreme. Anche l’autonomia indicata è diminuita: da quasi 1.000 chilometri si è passati a circa 500.
Tesla ha previsto tre configurazioni. La Performance è pensata per l’impiego stradale; la Thrust aggiunge propulsori posteriori e promette uno scatto da 0 a 60 miglia orarie in 0,81 secondi; la Rocket è l’unica versione dotata del sistema per il breve volo, ma non dispone dell’omologazione necessaria per circolare su strada.
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Il volo apre il problema delle regole
La possibilità di sollevarsi dal terreno introduce interrogativi che vanno oltre la tecnologia. Un veicolo con queste caratteristiche dovrebbe confrontarsi con le norme delle autorità aeronautiche e con quelle previste per la circolazione stradale, senza dimenticare i rischi legati al controllo del mezzo e alla sicurezza delle persone.
La Roadster appartiene inoltre alla categoria delle automobili immagine, costruite in numeri molto ridotti per esibire le capacità del marchio più che per sostenere grandi volumi commerciali. La dimostrazione pubblica ha avuto un forte impatto scenico: la vettura ha seguito un percorso sospeso a forma di C, è rimasta in posizione verticale, ha invertito l’orientamento in aria con una rotazione di 180 gradi e ha concluso la manovra con un atterraggio controllato.
Resta però la distanza tra lo spettacolo e l’utilizzo quotidiano. Anche qualora in futuro le norme permettessero a un’automobile di volare, il conducente dovrebbe affrontare sollecitazioni fisiche e psicologiche molto elevate, mantenendo il controllo durante ogni fase della manovra.
La scommessa può pesare sulle risorse
La strategia degli annunci ambiziosi accompagnati da scadenze rinviate non è una novità per Elon Musk. In passato dinamiche simili hanno riguardato Cybertruck, Semi e i robotaxi basati sull’intelligenza artificiale. La Roadster si presenta quindi come un’operazione di forte visibilità, ma anche come l’ennesimo progetto ancora lontano dalla piena disponibilità commerciale.
Per gli analisti, il punto più delicato riguarda l’impiego di capitali e competenze in programmi molto complessi. Risorse destinate a queste iniziative potrebbero ridurre l’attenzione riservata alla rete globale di ricarica e ai modelli destinati al mercato di massa, due aree decisive mentre aumentano le pressioni dei produttori asiatici ed europei.
Il calo del titolo, dunque, appare più collegato a una generale prudenza degli operatori e a prese di beneficio già avviate che alla sola presentazione della Roadster. La vettura può rafforzare l’immagine tecnologica di Tesla, ma nel breve periodo non ha modificato le domande centrali per il mercato: quanto cresce il gruppo, quanto guadagna e quante risorse può destinare ai suoi progetti più ambiziosi.
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