637notizie oggi Scopri i vantaggi
Motori 3 min di lettura1 ora fa

Roadster 2028, la metamorfosi Tesla: addio alle forme morbide

La sportiva elettrica cambia pelle e tecnica, con soluzioni ispirate a caccia, razzi e aerodinamica attiva.

La Tesla Roadster attesa nel 2028 sarà molto diversa dal prototipo mostrato nel 2017. Il progetto conserva l’obiettivo di offrire prestazioni estreme, ma abbandona le linee arrotondate della prima concept per adottare un’impostazione più spigolosa, vicina a quella della famiglia Cyber.

Rispetto alla promessa iniziale di quattro posti, la nuova configurazione privilegia leggerezza e tecnologia. La vettura sarà una due posti, mentre l’allestimento Rocket rinuncerà anche alla seduta del passeggero per lasciare spazio a un sistema di propulsione ancora più ambizioso.

Offerta del giorno19 ottobre

Rowenta

-20% sulle aspirapolveri da Rowenta

Scade tra 73 giorni
********


Tesla cambia pelle con la Roadster

Nel 2017 la Roadster era stata presentata come una coupé filante, pensata per affiancare Model S e Model 3. Le prestazioni dichiarate comprendevano uno scatto da 0 a 100 km/h in meno di due secondi, una velocità massima superiore a 400 km/h e un’autonomia indicata in mille chilometri. Dopo un lungo periodo di sviluppo sospeso, il modello è riemerso con un’identità completamente rinnovata.

Il disegno definitivo guarda infatti a Cybertruck, Cybercab e Optimus. Il frontale rinuncia al muso tondeggiante e presenta un cofano piatto, segnato da una nervatura centrale a V. I gruppi ottici sono celati in alloggiamenti retrattili, mentre una sottile firma luminosa attraversa la parte bassa del paraurti; dal frontale scompare anche il marchio Tesla.


Dalla carrozzeria ai propulsori

La fiancata adotta una forma a cuneo molto bassa, con una linea di cintura marcata e una parte inferiore nera a contrasto. Le superfici e alcuni dettagli richiamano l’aviazione militare, con riferimenti al caccia F-35 e all’aereo da ricognizione SR-71 Blackbird. Anche il trattamento della carrozzeria punta a evocare il mondo aerospaziale.

La vernice Ano White riprende infatti i rivestimenti utilizzati sui veicoli spaziali per resistere a corrosione, variazioni termiche e radiazioni ultraviolette. I vetri dalla tonalità dorata ricordano le visiere degli astronauti, mentre il titanio compare in diversi elementi della scocca. Le ruote sono più leggere e sottili rispetto a quelle del primo concept e le portiere utilizzano un’apertura ad ali di forbice, azionata manualmente.

Al posteriore trovano posto una striscia luminosa continua, un portellone dalle superfici sfaccettate e un grande diffusore. Da questa zona emergono gli ugelli dei propulsori a gas e le ventole di aspirazione, concepiti per generare una spinta sufficiente, secondo il progetto, a consentire persino la marcia capovolta.


Hidden Aero cambia il comportamento

La principale evoluzione tecnica riguarda il sistema Hidden Aero, formato da componenti aerodinamici mobili che restano nascosti quando non sono necessari. Minigonne regolabili e ventole lavorano nella parte inferiore della vettura per aspirare l’aria e creare un effetto suolo basato sulla depressione sotto il fondo.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Quando serve modificare i flussi, possono intervenire anche pannelli parzialmente apribili sui parafanghi e sul cofano. Dietro, invece, un’ala attiva aumenta il carico aerodinamico in curva oppure si abbassa per limitare la resistenza alle alte velocità. Il modello del 2017 non disponeva di soluzioni paragonabili.

Con la modalità Track Mode la carrozzeria si abbassa e il conducente può scegliere tra High-Downforce, orientata alla massima aderenza, e Low-Drag, pensata per ridurre la resistenza e privilegiare la velocità.


Abitacolo ridotto all’essenziale

La tecnologia ha imposto sacrifici anche nell’interno. Il primo prototipo prevedeva una configurazione 2+2 e un tetto in vetro rimovibile; la versione destinata alla produzione diventa invece una due posti, mentre l’allestimento Rocket si trasforma in una monoposto. I sedili sono integrati nella struttura in carbonio per contenere il peso e il tetto resta asportabile.

Lo spazio posteriore è occupato da un serbatoio in fibra di carbonio con struttura a pressione, indicato con la sigla COPV, dalla capacità di 200 litri. Sulla Rocket si aggiungono altri 400 litri, con un ingombro che porta alla cancellazione anche della seduta anteriore destra.

Il posto guida, denominato Supersonic, combina rivestimenti Ultrawhite e superfici laterali in microsuede grigia. Al posto del volante tradizionale c’è una cloche di tipo yoke collegata a uno sterzo elettronico steer-by-wire, privo di piantone meccanico. Il comando si trova davanti allo schermo centrale, affiancato da due display più piccoli dedicati alla strumentazione.

La commercializzazione è ancora lontana e alcuni particolari potrebbero cambiare prima dell’avvio della produzione. La direzione scelta, però, è già definita: la Roadster non rappresenta più l’evoluzione morbida della Tesla del 2017, ma l’ingresso della sportiva nell’estetica e nella tecnologia dell’epoca Cyber.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere