Targa personalizzata, 600 euro e attesa fino al 2028: cosa cambia
Il nuovo Codice della Strada indica regole e costi per scegliere la combinazione della targa, ma l’entrata in vigore non è ancora vicina
Il prezzo è già nero su bianco, mentre la possibilità di vedere davvero targhe personalizzate sulle auto italiane resta legata a un percorso ancora incerto. Per una vettura si parla di 600 euro complessivi, ma il nuovo Codice della Strada potrebbe diventare operativo soltanto nel 2028. E c’è un precedente che invita alla prudenza: una norma simile esiste già dal 2010, senza essere mai stata applicata.
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La promessa arriva da lontano
L’attuale articolo 100 del Codice della Strada consente al proprietario di chiedere una determinata combinazione di lettere e numeri, sostenendo i costi fissati dalla normativa. La scelta, però, deve rispettare lo schema ordinario composto da due lettere, tre cifre e altre due lettere.
La disposizione non ha mai prodotto effetti concreti perché mancavano i decreti necessari a renderla operativa. Nel 2019 l’allora ministro dei Trasporti Dario Toninelli aveva provato a riaprire il dossier, durante il governo giallo-verde, ma l’iniziativa non arrivò alla fase attuativa. Di conseguenza, oggi in Italia non si può richiedere una targa costruita secondo una combinazione scelta dal titolare del veicolo.
Il nuovo testo allarga la scelta
Lo schema del prossimo Codice prevede che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti possa fornire, su domanda dell’interessato, targhe caratterizzate da una successione personalizzata di elementi alfanumerici. Le condizioni precise dovranno essere stabilite dal regolamento collegato al Codice della Strada.
Rispetto alla disciplina attuale, la formulazione sembra lasciare più spazio nella scelta dei caratteri, anche se non è ancora possibile stabilire quanto sarà ampia questa libertà. Una possibilità dovrebbe riguardare anche i veicoli già registrati: la nuova targa potrebbe essere richiesta durante la reimmatricolazione resa necessaria da furto, smarrimento o danneggiamento del contrassegno precedente.
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Quanto costerà davvero
Per gli autoveicoli, la tabella inserita nell’allegato VI.2 dello schema indica 500 euro per la coppia di targhe, una anteriore e una posteriore. A questa somma si aggiunge una quota del 20% destinata al Ministero, portando l’importo finale a 600 euro.
Per le moto, invece, il contrassegno posteriore, compresi i tasselli adesivi, avrebbe un prezzo complessivo di 360 euro: 300 euro per la produzione e altri 60 euro come maggiorazione ministeriale. Chi sceglierà la personalizzazione non dovrà aggiungere anche il costo della targa ordinaria, già incluso nelle spese di immatricolazione e messa su strada, pari oggi a 41,78 o 45,31 euro in base al formato.
Il nodo resta l’attuazione
Il nuovo impianto normativo non garantisce da solo che le richieste possano partire. Se l’iter procederà secondo le previsioni, il nuovo Codice della Strada sarà applicabile non prima del 2028, quindi l’attesa per gli automobilisti non è ancora conclusa.
Resta poi il problema più concreto: trasformare una previsione legislativa in una procedura funzionante. La storia della norma già presente dal 2010 dimostra che l’autorizzazione sulla carta non è sufficiente; serviranno regolamenti, modalità operative e una decisione effettiva di dare seguito alla misura.
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