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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Seat, il futuro resta in bilico: chiusura possibile ma non inevitabile

Markus Haupt conferma che il gruppo sta valutando più opzioni, mentre nuovi motori ibridi e norme attese entro il 2030 possono orientare la scelta finale.

Per i clienti Seat non ci sarebbe un abbandono immediato nemmeno nello scenario più drastico: il gruppo garantirebbe infatti quindici anni di assistenza per le vetture già vendute. È la rassicurazione arrivata da Markus Haupt, amministratore delegato di Seat e Cupra, mentre il marchio spagnolo si prepara a un passaggio decisivo per il proprio futuro.

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L’ipotesi di uscita non è esclusa

Haupt ha ammesso che tra le alternative considerate figura anche una progressiva dismissione di Seat. La decisione, tuttavia, non sarebbe stata presa e dipenderà dall’evoluzione del mercato, dalle regole sulle motorizzazioni e dalle scelte strategiche del gruppo.

“Stiamo esaminando diversi scenari e sì, tra questi c’è anche la possibilità di una graduale dismissione di Seat”, ha spiegato il dirigente. Nel caso in cui questa strada venisse imboccata, ai proprietari verrebbe comunque assicurata l’assistenza per quindici anni: secondo Haupt, dunque, non ci sono ragioni per alimentare allarmismi.


Nuovi modelli per difendere Seat

A rendere meno scontata l’ipotesi di una chiusura ci sono gli investimenti ancora in corso. La Ibiza rimane l’auto più venduta in Spagna, mentre il marchio ha aumentato la propria presenza in alcuni segmenti del mercato.

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Il piano prevede inoltre l’arrivo, nel prossimo anno, di nuove motorizzazioni ibride leggere per Ibiza e Arona. Per Haupt si tratta di un segnale concreto della fiducia riposta nel brand, considerato ancora necessario all’interno della strategia complessiva condivisa con Cupra.


Il 2030 sarà un passaggio decisivo

A pesare sulle prossime mosse saranno anche le norme attese per il 2030, in particolare quelle legate ai limiti temporali per la vendita delle automobili con motore termico. Il quadro regolamentare potrebbe quindi incidere direttamente sulla possibilità di mantenere l’attuale impostazione commerciale.

Il dirigente ha sottolineato che sulle scadenze potrebbe esserci margine di flessibilità. Tra gli elementi destinati a orientare la decisione ha indicato il contesto geopolitico, la qualità dell’esperienza offerta ai clienti e il ritmo con cui procederà l’elettrificazione. In definitiva, la permanenza di Seat dipenderà sia dalle norme approvate sia dal comportamento degli automobilisti.

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