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Motori 3 min di lettura40 min fa

Razgatlioglu, il 2026 è già finito: la spalla cambia tutto

L’infortunio di Mandalika costringe Toprak all’intervento e interrompe il suo apprendistato in MotoGP proprio alla vigilia della rivoluzione tecnica del 2027.

Il vero interrogativo non riguarda soltanto le cinque gare che Toprak Razgatlioglu non potrà disputare, ma il modo in cui l’infortunio condizionerà il suo ingresso nella nuova MotoGP. Dopo l’operazione alla spalla destra, fissata a Milano per il 26 ottobre, il turco dovrà affrontare la riabilitazione proprio mentre il campionato si prepara a cambiare profondamente.

Nel 2027 arriveranno i motori da 850 cm³ e gli pneumatici Pirelli, con una fase di prove invernali che rappresenterà un nuovo punto di partenza per l’intera griglia. Razgatlioglu, però, potrebbe presentarsi a quell’appuntamento ancora alle prese con il recupero fisico. Al suo fianco in Pramac Yamaha ci sarà inoltre Izan Guevara, anche lui al debutto nella classe regina: per Toprak sarà dunque necessario riprendere da capo un percorso già interrotto dopo una sola stagione.

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La svolta tecnica arriva nel momento peggiore

L’attuale M1 è destinata a lasciare spazio al progetto successivo e, per questo, le ultime cinque gare avrebbero avuto un peso limitato nella costruzione del futuro. Il danno più rilevante riguarda piuttosto la possibilità di accumulare esperienza prima dei test sui nuovi propulsori e sulle nuove gomme.

Il programma iniziale di Yamaha era prudente: Razgatlioglu avrebbe dovuto crescere progressivamente, con l’ingresso tra i primi dieci come traguardo indicato alla vigilia del fine settimana indonesiano. Il bilancio sportivo resta quindi contenuto, ma l’incidente complica soprattutto la continuità del lavoro. La questione sarà capire quanta fiducia e quanta pazienza resteranno dopo un inverno dedicato anche alla fisioterapia.


Fernandez prende il posto del turco

A Phillip Island la Yamaha numero 7 sarà affidata ad Augusto Fernandez, collaudatore della casa giapponese. Il team principal Gino Borsoi ha accolto la sostituzione mettendo la tutela dell’atleta davanti alle esigenze agonistiche; Fernandez resterà in sella per il periodo necessario al recupero di Razgatlioglu.

La scelta offre anche a Pramac la possibilità di raccogliere indicazioni utili sul comportamento della moto. Fernandez conosce già la M1 e sta partecipando allo sviluppo del modello con motore da 850 cm³ previsto per il 2027, elemento che rende la sua presenza utile anche oltre l’immediata emergenza.

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L’Australia perde il debutto più atteso

L’assenza più dolorosa sarà quella di Phillip Island, circuito particolarmente caro a Razgatlioglu per i ricordi costruiti in Superbike. Il pilota ha definito «estremamente deluso» il proprio stato d’animo per non poter correre su quella pista, anche perché il prossimo appuntamento sarà l’ultimo del Motomondiale sull’isola australiana.

Toprak ha comunque rivolto «il meglio» a Jack Miller per il suo Gran Premio di casa, assicurando che seguirà la gara da lontano. Per il turco salta così l’occasione di verificare il rendimento della MotoGP su uno dei tracciati che preferisce.


Intervento dopo la lussazione

L’incidente era avvenuto sabato 10 ottobre durante le seconde prove libere di Mandalika. Un violento disarcionamento alla curva 13 aveva provocato la lussazione della spalla destra; Razgatlioglu si era rialzato con il braccio immobilizzato, ma aveva poi raggiunto il box e partecipato sia alle qualifiche sia alla gara breve, chiudendo entrambe le sessioni al 19° posto.

Inizialmente il pilota sperava di evitare l’operazione e aveva programmato ulteriori accertamenti una volta rientrato a casa. Gli esami svolti a Milano lunedì 19 ottobre hanno invece evidenziato una lesione più seria del previsto. Il giorno successivo Pramac Yamaha ha comunicato l’intervento del 26 ottobre e la conseguente rinuncia alle gare di Phillip Island, Sepang, Qatar, Portimão e Valencia.

La stagione d’esordio in MotoGP del tre volte campione della Superbike, vincitore nel 2021, 2024 e 2025, termina quindi con cinque appuntamenti ancora da disputare. A Mandalika, un anno dopo il problema alla spalla che aveva fermato Marc Marquez in seguito al contatto con Bezzecchi, lo stesso distretto anatomico ha nuovamente segnato il destino di un protagonista.

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