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Motori 3 min di lettura41 min fa

Furion Taran, la ruota anteriore cambia le regole: 366 CV e due motori

La moto elettrica francese abbina trazione integrale, recupero in frenata e un propulsore anteriore controrotante per rendere più rapidi staccata e ingresso in curva.

Il dato che colpisce non è soltanto la potenza dichiarata: la Furion Taran porta la trazione anche sulla ruota anteriore e affida proprio a quel componente una funzione decisiva nella dinamica di guida. Il motore elettrico inserito nel mozzo gira in direzione opposta rispetto alla ruota, una soluzione pensata per intervenire nei momenti più delicati, dalla frenata all'ingresso in curva.

La concept francese viene accreditata di 366 CV, con una massa indicata in 230 kg compresa la batteria. La scheda tecnica riportata per il progetto parla però anche di 240 kW, equivalenti a circa 326 CV: i numeri disponibili non sono quindi perfettamente allineati e, in ogni caso, non si tratta ancora di valori omologati.

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Il motore davanti lavora in frenata

In fase di arresto, il trasferimento dei carichi porta gran parte dell'aderenza sull'avantreno, mentre la ruota posteriore tende a perdere pressione sull'asfalto. Furion ha scelto di sfruttare questa condizione collocando davanti un motore a flusso assiale, compatto e caratterizzato da un'elevata densità di potenza.

Una centralina distribuisce la coppia tra i due assi. Il propulsore anteriore non serve quindi soltanto ad aumentare la spinta in uscita dalle curve: quando il pilota chiude l'acceleratore, può funzionare da generatore e recuperare energia proprio sulla ruota che, durante il rallentamento, dispone del maggiore carico.

Secondo l'impostazione del progetto, questa architettura dovrebbe migliorare il recupero dell'energia rispetto a un sistema collocato esclusivamente nella parte posteriore. La stessa tecnologia del motore a flusso assiale è già comparsa in applicazioni automobilistiche ad alte prestazioni, tra cui Koenigsegg Regera e Mercedes-AMG GT elettrica.


La contro rotazione sfida l'effetto giroscopico

Il particolare più insolito riguarda il senso di rotazione del motore anteriore. Facendolo girare al contrario rispetto alla ruota, Furion punta a ridurre l'effetto giroscopico, cioè la tendenza dell'insieme ruota-motore a mantenere la propria direzione e a ostacolare il movimento necessario per impostare la piega.

Se il principio troverà conferma sull'asfalto, la Taran potrebbe offrire cambi di direzione molto rapidi nonostante un peso lontano da quello di una moto leggera. L'obiettivo dichiarato è intervenire proprio sull'agilità e sulla rapidità con cui l'avantreno accompagna la moto dentro la curva.

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Il progetto non nasce soltanto per attirare l'attenzione durante le esposizioni. Furion sostiene di aver già raccolto dati attraverso un prototipo sperimentale, anche se le prestazioni definitive della moto di serie, ammesso che il progetto arrivi alla produzione, restano da verificare.


Un prototipo già provato in pista

Nel 2025 il programma di sviluppo M2 ha utilizzato una Yamaha MT-07 trasformata in una moto ibrida. Il motore bicilindrico a benzina è rimasto nella parte posteriore, mentre all'avantreno è stato aggiunto il propulsore elettrico destinato a sperimentare la trazione anteriore e il recupero in decelerazione.

Il prototipo è stato portato al limite sul circuito di Alès da Adrien Chareyre, quattro volte campione del mondo di Supermotard. Su un esemplare dotato di strumenti di rilevazione, il gruppo di sviluppo ha misurato un picco effettivo di recupero energetico pari a 7,9 kW.


Design estremo e numeri ancora teorici

La Taran è stata disegnata da L’Agence Pigment insieme a Takumi Yamamoto, noto anche per aver contribuito alla trasformazione della GT by Citroën da progetto digitale per Gran Turismo a vettura realmente costruita. Il nome richiama Taranis, divinità celtica associata al tuono.

Il disegno segue la stessa impostazione radicale della meccanica: superfici spigolose, pannelli inclinati, sella ridotta e una presenza visiva concentrata sulla ruota anteriore. La batteria dovrebbe avere una capacità di 20 kWh, mentre l'autonomia stimata arriva a 200 km nell'utilizzo reale.

Questi ultimi dati, insieme alla potenza indicata, devono però essere considerati come previsioni del progetto e non come risultati certificati. La distanza tra simulazioni, prove del prototipo e una possibile omologazione stradale resta quindi il principale punto ancora da chiarire per la Furion Taran.

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