Radiatore auto, meglio il refrigerante dell’acqua di rubinetto
L’acqua comune può favorire calcare e corrosione: per i rabbocchi servono liquido pronto o miscela correttamente diluita
Il radiatore dell’auto va rabboccato con liquido refrigerante, non con semplice acqua del rubinetto. Usare acqua comune può provocare nel tempo incrostazioni, corrosione e problemi a diversi componenti del sistema di raffreddamento.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
Quale liquido usare
La soluzione più pratica è scegliere un refrigerante già pronto all’uso, da versare direttamente nella vaschetta di espansione. In alternativa si può utilizzare un prodotto concentrato, ma deve essere diluito seguendo le indicazioni del costruttore: in genere la proporzione consigliata è di circa metà acqua demineralizzata e metà refrigerante.
L’acqua del rubinetto contiene sali minerali che possono trasformarsi in depositi di calcare. Queste incrostazioni ostacolano il passaggio del liquido e riducono la capacità dei radiatori di smaltire il calore. Nel lungo periodo possono risentirne la pompa dell’acqua, gli scambiatori e la guarnizione della testata.
Il refrigerante, inoltre, non serve soltanto a evitare il congelamento. La sua formulazione protegge dal surriscaldamento, limita la formazione di schiuma e alghe, contrasta la corrosione e contribuisce alla lubrificazione del circuito. Una diluizione eccessiva riduce queste proprietà sia d’estate sia d’inverno.
Quando l’acqua può servire
In caso di emergenza, per esempio dopo una perdita durante un viaggio, si può aggiungere acqua per raggiungere un’officina. Anche in questa situazione è preferibile usare acqua demineralizzata. Il rabbocco con sola acqua, però, deve rimanere temporaneo: appena possibile occorre ripristinare la concentrazione corretta del refrigerante.
L’acqua del rubinetto mescolata all’antigelo non rende subito inutilizzabile il circuito, perché gli additivi possono attenuare gli effetti dei minerali. Tuttavia la protezione complessiva può diminuire, soprattutto se l’operazione viene ripetuta o se il motore viene alimentato soltanto con acqua.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Anche la condensa raccolta dal climatizzatore domestico può essere impiegata per diluire il refrigerante concentrato, ma non rappresenta la scelta ideale. La sua composizione e il grado di pulizia non sono sempre controllabili e l’efficacia degli additivi può ridursi.
Controlli e manutenzione
Il livello del liquido va verificato periodicamente, a motore freddo, senza aspettare la partenza per le vacanze. Se cala spesso, è possibile che ci sia una perdita nel radiatore, in un tubo o nella guarnizione: in questo caso è necessario far controllare l’auto da un meccanico.
La sostituzione del refrigerante dipende dal modello e dalle indicazioni del manuale. In assenza di istruzioni diverse, l’intervallo indicativo è compreso tra 2 e 4 anni; il testo di riferimento segnala anche una frequenza di 3-4 anni per il cambio del liquido.
Se il circuito presenta già molti depositi, prima di inserire il nuovo refrigerante può essere necessario un lavaggio dell’impianto con prodotti specifici. L’operazione aiuta a rimuovere residui e incrostazioni, ma non risolve la causa di eventuali perdite o guasti meccanici.
Continua a leggere
Bollo auto, esenzione permanente fino a 80 kW
Il provvedimento vale circa 26 miliardi e affianca all’esenzione la possibilità di ordinare targhe personalizzate a pagamento.
Fornaroli e Minì tra i dieci rookie del Messico
Otto squadre affideranno la vettura agli esordienti, con Fornaroli e Minì tra i tre italiani attesi in pista
Ami OUTDOOR, debutto italiano a EICMA con tetto apribile
A EICMA 2026 saranno disponibili anche Ami e Buggy per le prove nell’area YUM dal 4 all’8 novembre
Zeekr 9X debutta al Macro con 897 cavalli
Il grande modello ibrido a sei posti arriverà in Italia a 120 mila euro, con 737 chilometri dichiarati