Pedaggi, la svolta per i mezzi puliti: esenzioni fino al 2031
L’Unione europea aggiorna la direttiva Eurovignette, ma rimanda al 2029 la possibile inclusione dei rimorchi nel calcolo delle tariffe stradali.
Il nodo dei rimorchi resta ancora irrisolto: la loro incidenza sui pedaggi non entrerà per ora nei sistemi di tariffazione. La Commissione europea dovrà prima elaborare una valutazione entro il 30 giugno 2029, come stabilito nell’intesa raggiunta con l’Eurocamera alla fine di giugno.
Nel frattempo, i Paesi dell’Unione europea hanno dato l’approvazione definitiva alla revisione delle regole sui pedaggi stradali. Il nuovo quadro collega le tariffe agli obiettivi sulle emissioni dei veicoli pesanti e introduce margini più ampi per favorire camion e autobus meno inquinanti.
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Rimorchi, la decisione slitta
L’ipotesi iniziale prevedeva di considerare anche l’impatto dei rimorchi nella determinazione degli importi da pagare. Questa parte della riforma è stata però rinviata: soltanto dopo l’analisi richiesta alla Commissione gli Stati potranno valutare un’eventuale integrazione nei meccanismi di tariffazione.
Il passaggio dovrà avvenire nel rispetto dei criteri fissati dalla direttiva Eurovignette. Gli Stati membri, infatti, non sono obbligati a introdurre pedaggi, ma se scelgono di farlo devono attenersi ai principi comuni stabiliti dalla normativa europea.
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Sconti più forti per i veicoli puliti
Per autocarri e autobus a basse emissioni sarà possibile applicare una riduzione dei pedaggi fino al 75% fino al 30 giugno 2031. Dal luglio dello stesso anno gli Stati potranno mantenere uno sconto massimo del 50%.
Il trattamento più favorevole riguarda i mezzi a emissioni zero. Per questa categoria sarà consentito eliminare completamente pedaggi e canoni legati all’utilizzo delle infrastrutture fino al 30 giugno 2031; in seguito resterà possibile una riduzione del 75%.
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