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Motori 4 min di lettura1 ora fa

McLaren in crisi, Antonelli vola: la svolta che cambia il 2027

Il successo texano rilancia Mercedes e avvicina Antonelli al titolo, mentre Ferrari scopre di avere il passo ma paga ancora una qualifica poco efficace.

L’autunno continua a presentare il conto alla McLaren, ormai stabilmente quarta forza del campionato. Lando Norris sostiene che alla MCL40 non manchino né velocità né potenziale: il problema, secondo il pilota, è riuscire a sfruttarli con continuità senza dover ricorrere a una guida sempre al limite. Per i campioni del mondo in carica, il quadro in vista del 2027 resta quindi poco incoraggiante.

Anche la Red Bull ha lasciato il Texas con più interrogativi che certezze. Max Verstappen ha dovuto fare i conti con difficoltà al freno motore e con il sospetto che un detrito fosse finito sotto il fondo della RB22; Isack Hadjar, invece, ha gestito per buona parte della gara un acceleratore che rispondeva soltanto nella seconda metà della corsa del pedale. La squadra, pur lontana dal rendimento mostrato in Malesia e a Singapore, ha comunque dimostrato di poter lottare per il podio su un tracciato complesso.

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Antonelli trova la chiave Mercedes

Il risultato più pesante del fine settimana è però quello di Andrea Kimi Antonelli, arrivato alla nona vittoria della carriera in una delle occasioni meno prevedibili alla vigilia. Il successo di Austin lo avvicina in modo deciso al primo titolo mondiale e offre alla Mercedes indicazioni preziose per lo sviluppo della vettura del 2027.

La W17 aveva mostrato un comportamento difficile da interpretare dopo l’introduzione del precedente pacchetto aerodinamico, diventando efficace nelle curve medio-veloci ma poco agile nei tratti più lenti. Tra venerdì e sabato la squadra ha quindi modificato profondamente l’assetto meccanico, cercando un equilibrio capace di valorizzare gli aggiornamenti senza penalizzare eccessivamente la guidabilità.

A fare la differenza è stata anche la capacità di Antonelli di adattarsi rapidamente. In qualifica l’italiano ha costruito la prima posizione con un giro molto aggressivo, mantenendo sotto controllo il degrado degli pneumatici fino al settore conclusivo e rifilando ancora una volta un margine consistente a George Russell.


Una gara costruita sulle gomme

In partenza Antonelli ha utilizzato le mescole medie contro le morbide degli avversari, ma non ha commesso gli errori che lo avevano condizionato nella prima parte della stagione. Liberatosi dal traffico, ha potuto imporre il proprio ritmo e prolungare il primo tratto di gara, conservando le coperture abbastanza a lungo da rendere praticabile una sola sosta.

Il passaggio alle gomme dure ha completato una strategia semplice ma efficace. La Mercedes ha evitato di rimandare il pilota in mezzo al gruppo e Antonelli ha potuto amministrare il vantaggio fino alla bandiera a scacchi, trasformando un fine settimana nato per risolvere un problema tecnico in una conferma delle sue qualità di guida.

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Ferrari veloce, ma con rimpianti

La Ferrari ha ottenuto un altro podio, ma il risultato non ha cancellato la sensazione di un’occasione mancata. Il ritmo delle due SF-26 è apparso competitivo durante la gara e, con una posizione di partenza più favorevole, la Scuderia avrebbe potuto contendere il successo ad Antonelli.

Charles Leclerc ha spiegato che in Q3 le gomme hanno faticato a entrare nella finestra corretta dopo un raffreddamento della pista di appena un paio di gradi. Il compromesso scelto per favorire la durata sul lungo periodo potrebbe inoltre aver sacrificato parte della prestazione sul giro singolo, lasciando la Ferrari troppo indietro al momento decisivo del sabato.

La Virtual Safety Car nel finale ha inciso anche sulla lotta per il terzo posto. Senza quella neutralizzazione, Lewis Hamilton avrebbe probabilmente raggiunto Max Verstappen e avrebbe avuto concrete possibilità di superarlo, trasformando il podio Ferrari in un risultato ancora più significativo.


Gli aggiornamenti danno segnali incoraggianti

Al di là del rammarico, il fine settimana statunitense ha confermato la bontà del lavoro svolto a Maranello. Mentre gli sviluppi hanno complicato la gestione di McLaren e Mercedes, la Ferrari sembra aver migliorato la propria vettura senza comprometterne l’equilibrio generale.

Il progresso più evidente riguarda le curve lente del terzo settore, che fino a Singapore rappresentavano uno dei limiti principali della SF-26. Non è ancora possibile stabilire quanto abbiano inciso gli aggiornamenti e quanto, invece, le scelte di assetto: il successivo appuntamento in Messico dovrebbe fornire indicazioni più chiare. In Texas, tuttavia, Antonelli ha risolto il rompicapo Mercedes e ha trasformato la soluzione tecnica in una vittoria dal peso enorme per il presente e per il 2027.

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