Audi, la svolta americana vale 4 miliardi: 4.500 posti in Georgia
Audi prepara un investimento da circa 4 miliardi di dollari in Georgia, dove sorgerà il primo stabilimento produttivo del marchio negli Stati Uniti.
Audi prepara un investimento da circa 4 miliardi di dollari in Georgia, dove sorgerà il primo stabilimento produttivo del marchio negli Stati Uniti. L’operazione arriva mentre il gruppo Volkswagen affronta una fase di riorganizzazione profonda e punta a rafforzare la propria presenza in uno dei principali mercati mondiali per le vetture di alta gamma.
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La fabbrica entrerà a regime negli anni Trenta
Il cantiere dovrebbe aprire nel 2027. La struttura sarà progettata per arrivare a una capacità di 200.000 veicoli l’anno e dovrebbe creare circa 4.500 posti di lavoro. L’avvio della produzione è invece previsto all’inizio degli anni Trenta.
Nel nuovo sito verranno assemblati SUV di alta gamma sviluppati per rispondere alle esigenze della clientela nordamericana. Audi intende così produrre direttamente sul posto e sfruttare un potenziale di crescita ancora significativo, in un’area in cui oggi il marchio opera in perdita.
La casa tedesca considera il progetto un ulteriore tassello della propria rete industriale internazionale. Il Nord America dovrebbe diventare il terzo asse produttivo globale di Audi, insieme all’Europa e alla Cina, mentre la Germania e il resto del continente manterranno il ruolo centrale nelle attività industriali e tecnologiche.
Investimento nel pieno della ristrutturazione
La decisione viene presa in una fase delicata per Audi e per la capogruppo Volkswagen, che ha recentemente presentato un piano di ristrutturazione con una riduzione complessiva stimata in 100mila posti di lavoro a livello mondiale. Nel primo semestre dell’anno Audi ha aumentato il fatturato del 5,2%, raggiungendo 32,6 miliardi di euro, ma ha registrato una contrazione degli utili e delle vendite, condizionate anche dall’impatto dei dazi.
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A settembre la maggioranza di Italdesign è passata alla società statunitense Ust, attiva nei settori dell’intelligenza artificiale, della tecnologia e dell’ingegneria digitale. Audi ha conservato il 40% attraverso Automobile Lamborghini e, nello stesso periodo, ha comunicato di stare esaminando anche il futuro di Ducati, acquisita nel 2012.
Manfred Döss, presidente del consiglio di sorveglianza di Audi AG, ha difeso la scelta di puntare sulla crescita: «Il futuro di Audi non sarà garantito soltanto da riduzioni dei costi, maggiore efficienza o tecnologie all’avanguardia. Serve il coraggio di investire, di cogliere nuove opportunità e di prendere decisioni che plasmeranno la nostra azienda per i decenni a venire».
Secondo Audi, la nuova fabbrica rappresenta un impegno di lungo periodo negli Stati Uniti e non ridimensiona il ruolo europeo. L’azienda sostiene infatti che «la Germania e l’Europa rimarranno il fulcro industriale di Audi», grazie alle competenze ingegneristiche, tecnologiche e produttive sviluppate nel continente.
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