Audi rilancia in America: 4 miliardi e 4.500 assunzioni in Georgia
Il primo impianto statunitense del marchio nascerà vicino a Macon: cantieri dal 2027, produzione dal 2031 e fino a 200mila Suv ogni anno.
Audi prepara un investimento da circa 4 miliardi di dollari in Georgia, dove nascerà la prima fabbrica americana del marchio. Il progetto porterà 4.500 posti di lavoro e, una volta operativo, consentirà di assemblare fino a 200.000 vetture all’anno.
La produzione sarà orientata soprattutto al mercato nordamericano e riguarderà Suv di fascia alta progettati per i gusti dei clienti statunitensi, da sempre particolarmente concentrati sui modelli di grandi dimensioni.
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Audi punta sui grandi Suv americani
Il sito produttivo verrà realizzato nel Middle Georgia Megasite, area industriale situata nei dintorni di Macon e già dotata di infrastrutture logistiche e di una rete di aziende fornitrici. L’avvio dei lavori è previsto nel 2027, mentre le prime automobili dovrebbero uscire dalle linee nel 2031.
Per Gernot Döllner, amministratore delegato di Audi, gli Stati Uniti rappresentano un mercato premium di rilievo mondiale nel quale il marchio non ha ancora espresso tutto il proprio potenziale. «Vogliamo cambiare questa situazione», ha affermato presentando il piano, accompagnato dall’obiettivo di aumentare in modo significativo il peso della casa tedesca oltreoceano.
Il gruppo Volkswagen amplia la rete
La fabbrica della Georgia si inserisce nel piano Future 2030, con cui Oliver Blume considera il Nord America una delle aree strategiche per il Gruppo Volkswagen. L’impianto porterà a tre il numero delle strutture automobilistiche del gruppo già presenti o in costruzione negli Stati Uniti.
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A Chattanooga, nel Tennessee, Volkswagen produce dal 2011 i Suv Atlas e Atlas Cross Sport. A Blythewood, in Carolina del Sud, è invece in corso la realizzazione di una fabbrica di Scout Motors, società controllata dal gruppo: l’investimento ammonta a circa 2 miliardi di dollari e la produzione sarà dedicata a pick-up e Suv elettrificati.
Dazi e politica industriale sullo sfondo
L’annuncio rafforza la strategia con cui Donald Trump punta a riportare negli Stati Uniti una quota maggiore della produzione automobilistica. Il presidente americano aveva anticipato il progetto durante un comizio elettorale in Georgia, prima della comunicazione ufficiale da parte dell’azienda.
La politica dei dazi adottata dalla Casa Bianca sta spingendo diversi costruttori stranieri a riesaminare la distribuzione delle proprie fabbriche. Produrre direttamente negli Stati Uniti permette infatti di contenere l’esposizione ai costi d’importazione e alle possibili conseguenze delle tensioni commerciali, mentre per Audi significa consolidare la presenza in uno dei principali mercati mondiali per le auto di lusso.
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