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Parlamento Ue, proposta VEEF per i carburanti rinnovabili

La proposta estende la categoria dei veicoli a emissioni zero a biocarburanti ed e-fuel, ma divide Bruxelles

Il Parlamento europeo ha proposto di includere i veicoli alimentati esclusivamente con biocarburanti o carburanti sintetici tra quelli a emissioni zero. La richiesta degli eurodeputati è arrivata mercoledì 4 novembre e riguarda la possibile introduzione dei VEEF, veicoli alimentati soltanto con combustibili ammessi dalla normativa.

L’ipotesi potrebbe consentire ai motori a combustione interna di restare sul mercato anche oltre il 2035, ma non equivale all’autorizzazione a vendere senza limiti automobili a benzina o diesel.

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Requisiti per i veicoli VEEF

La proposta punta a valutare le emissioni lungo l’intero ciclo di vita del carburante, non soltanto quelle rilevate allo scarico. In questa categoria rientrerebbero automobili e veicoli commerciali leggeri capaci di funzionare unicamente con biocarburanti o carburanti sintetici, prodotti combinando idrogeno e anidride carbonica.

L’uso dei combustibili autorizzati dovrebbe essere verificato attraverso sistemi di controllo e certificazione. Sarebbe quindi necessario impedire il rifornimento con carburanti fossili tradizionali e assicurare la tracciabilità del prodotto lungo tutta la rete di distribuzione, una condizione complessa da applicare su larga scala.


Produzione e costi dei carburanti

I biocarburanti avanzati possono essere ricavati da scarti agricoli, residui organici e materie prime non destinate all’alimentazione. L’Italia guarda con interesse a questa soluzione per sostenere le filiere legate all’agricoltura e ai rifiuti organici, oltre a sfruttare una rete di raffinazione già disponibile.

Gli e-fuel richiedono invece impianti dedicati, energia e investimenti consistenti. La loro produzione può prevedere l’impiego di elettricità rinnovabile, ma oggi questi carburanti hanno prezzi molto superiori a quelli tradizionali e una disponibilità ancora limitata.

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Le posizioni di Italia e Germania

I sostenitori dei VEEF richiamano il principio della neutralità tecnologica. Secondo questa impostazione, lasciare spazio a più soluzioni permetterebbe di proteggere la filiera automobilistica e di evitare che la transizione dipenda esclusivamente dall’elettrico.

La Germania difende soprattutto gli e-fuel, considerati utili per sostenere la propria industria motoristica, i propulsori ad alte prestazioni e l’esportazione di componenti avanzati. La proposta ha però incontrato l’opposizione dei gruppi ambientalisti tedeschi e delle organizzazioni contrarie a un prolungamento dei motori termici, che la considerano un arretramento rispetto agli obiettivi climatici europei.


La posizione dei concessionari italiani

Federauto ha accolto positivamente l’eventuale riconoscimento dei veicoli termici alimentati con carburanti rinnovabili come mezzi a emissioni zero, accanto a quelli elettrici e a idrogeno. L’associazione ha comunque chiesto che l’elenco dei combustibili ammessi non sia limitato.

«Riteniamo essenziale che siano ammessi tutti i carburanti rinnovabili riconosciuti dalla RED III nei suoi allegati tecnici, senza esclusioni», ha dichiarato Federauto.

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