Auto, chip per l’IA più cari dal 2027
Aumovio prevede un impatto sugli utili di un miliardo di euro per l’aumento dei costi dei semiconduttori
I chip destinati all’intelligenza artificiale possono diventare più costosi per il settore automobilistico dal 2027, con possibili ripercussioni sui prezzi delle vetture nuove.
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Aumovio stima un miliardo
Aumovio SE, fornitore tedesco con sede a Francoforte ed ex divisione di Continental AG, ha previsto un effetto negativo lordo sugli utili pari a un miliardo di euro nel prossimo anno. La stima è legata soprattutto all’aumento dei costi dei materiali e all’inflazione dei semiconduttori.
L’azienda produce sensori radar, sistemi di telecamere e dispositivi elettronici per gli abitacoli connessi. Tra i suoi clienti figurano BMW, Volkswagen, Ford e BYD. Secondo Aumovio, l’attuale andamento dei costi dei componenti ha caratteristiche «straordinarie».
La pressione dei centri dati
La domanda di processori per i centri dati dedicati all’intelligenza artificiale sta crescendo rapidamente. Le grandi aziende tecnologiche stanno investendo ingenti capitali per alimentare i propri supercomputer e, grazie a una maggiore disponibilità economica, possono accettare prezzi più alti pur di assicurarsi le forniture.
I produttori di semiconduttori stanno quindi orientando una parte della capacità produttiva verso il mercato dell’IA, dove i margini sono più elevati. Le case automobilistiche utilizzano questi componenti in numerosi sistemi delle vetture e rischiano di avere meno forza nelle trattative.
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Possibili aumenti per gli automobilisti
Aumovio rinegozia ogni anno i contratti con i fornitori. Questo meccanismo può determinare variazioni rilevanti dei listini a gennaio, quando vengono aggiornati gli accordi. L’azienda valuta di trasferire una parte dei maggiori costi ai propri clienti attraverso aumenti di prezzo.
Il resto dell’impatto potrebbe essere compensato con aggiornamenti dei prodotti e riduzioni di spesa più ampie. Per i consumatori, tuttavia, il rischio è un ulteriore incremento dei listini, in una fase in cui i profitti dei costruttori stanno diminuendo e i margini sulle auto elettriche sono già contenuti.
Il precedente della crisi del 2020
Una dinamica simile si era verificata durante la crisi dei semiconduttori iniziata nel 2020. Nel periodo della pandemia, i fornitori di Taiwan avevano dato priorità alla domanda proveniente da computer, videogiochi e smartphone.
Quando il mercato dell’auto ha ripreso a correre dopo la fase più acuta dell’emergenza sanitaria, la disponibilità insufficiente di microprocessori ha costretto diversi costruttori a rallentare o fermare la produzione. La carenza ha avuto conseguenze anche sui prezzi delle automobili nuove e usate.
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