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Motori 2 min di lettura6 nov

Museo FIM: a Ginevra la storia delle moto da gara

Quarantaquattro modelli e sette aree tematiche raccontano oltre un secolo di competizioni, tecnologia e sicurezza

A Ginevra il Racing Motorcycle Museum della FIM ripercorre oltre un secolo di motociclismo sportivo attraverso 44 moto da competizione. La struttura è stata inaugurata nel dicembre 2025 e ospita anche esposizioni temporanee dedicate alle diverse specialità.

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Un percorso tra sette aree

La visita è accompagnata da Fabio Muner, direttore del settore commerciale della Federazione Internazionale. Il museo è organizzato in sette aree tematiche, pensate per ricostruire l’evoluzione delle gare su due ruote e dei mezzi che le hanno caratterizzate.

Tra gli esemplari della raccolta permanente c’è la AJS Porcupine utilizzata da Leslie Graham, campione del mondo della classe 500 nel 1949. Sono esposte anche la Honda 250 a sei cilindri, la MV Agusta di Giacomo Agostini, la Yamaha M1 con cui Valentino Rossi ha vinto al debutto nel 2004 e la Gilera RSA 250 del titolo mondiale conquistato da Marco Simoncelli.


Le moto delle diverse discipline

Il percorso non si limita alle competizioni su pista. Una parte della collezione è dedicata al fuoristrada, con le moto della Dakar, i mezzi da motocross di Stefan Everts e Tony Cairoli e alcuni prototipi impiegati nelle gare su pista ovale.

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Nelle sale trovano spazio anche le moto da trial e la Ducati elettrica della MotoE. La presenza di modelli appartenenti a discipline diverse permette di affiancare storie sportive, soluzioni tecniche e impostazioni progettuali molto differenti.


Tecnologia e sicurezza

Il Racing Motorcycle Museum della FIM propone inoltre installazioni interattive dedicate ai cambiamenti della meccanica, dell’elettronica e dei sistemi di protezione. Il pubblico può così seguire il percorso che ha portato dalle prime moto da gara alle soluzioni utilizzate oggi.

L’esposizione mostra anche il legame tra ricerca agonistica e produzione destinata alla strada. Le competizioni hanno infatti contribuito allo sviluppo di tecnologie poi trasferite sulle motociclette di serie, rendendo il museo un luogo dedicato non soltanto ai modelli esposti, ma anche all’ingegneria e alla cultura delle corse.

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