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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Motorsport italiano, parte la mappa del settore: perché conta in Europa

A Milano Anfia riunisce Formula 1 e Porsche e annuncia una ricerca sull’impatto economico, industriale e occupazionale della filiera nazionale.

Quanto pesa davvero il motorsport italiano sull’economia del Paese? Una ricerca proverà a fornire una risposta organica, ricostruendo dimensioni e ricadute della filiera a due e quattro ruote. Il progetto è stato annunciato a Milano durante la seconda edizione dell’Anfia Motorsport Forum, appuntamento dedicato ai protagonisti delle competizioni motoristiche.

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La filiera cerca numeri più chiari

Lo studio sarà realizzato da Teha Group con il supporto del team Data and Insights della Formula 1. L’obiettivo è censire il comparto e misurarne il contributo a innovazione, occupazione, capacità industriale ed esportazioni.

Secondo quanto emerso dall’incontro, l’industria italiana del motorsport occupa il primo posto nell’Unione europea per rilevanza. Anfia considera questo sistema un patrimonio strategico, anche per la possibilità di trasferire competenze e soluzioni sviluppate nelle gare verso altri comparti produttivi.


Dalla pista arrivano nuove soluzioni

Il confronto, ospitato nell’Auditorium di Assolombarda, ha riguardato tecnologie emergenti, sicurezza e intelligenza artificiale. Tra i temi affrontati anche il passaggio delle innovazioni maturate nelle competizioni alla mobilità destinata alla produzione industriale.

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Stefano Domenicali, presidente e amministratore delegato della Formula 1, è intervenuto insieme a Thomas Laudenbach, vicepresidente di Porsche Motorsport. Laudenbach ha parlato dell’impatto dei nuovi regolamenti, degli obiettivi di sostenibilità e del ruolo dei carburanti sintetici nel futuro delle competizioni.


Un asset con effetti oltre le corse

Massimiliano Marsiaj, coordinatore della sezione Motorsport di Anfia, ha descritto il settore come un sistema ad alto contenuto economico, ingegneristico e tecnologico. «Il motorsport italiano rappresenta un ecosistema economico, ingegneristico e tecnologico ad altissimo valore aggiunto, con ricadute sulla mobilità stradale, l'aerospazio e la difesa», ha dichiarato.

La ricerca dovrà quindi servire anche a riconoscere il motorsport come una componente industriale nazionale. Per Marsiaj, la raccolta dei dati potrà mettere in evidenza gli effetti su lavoro ed export e contribuire alla definizione di interventi capaci di sostenere la competitività del comparto.

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