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Motori 1 min di lettura2 ore fa

MotoGP in Qatar, i raid Usa aumentano i timori

Gli attacchi a Qeshm riaprono i dubbi sul Gran Premio, contestato da 19 piloti su 22

Gli Stati Uniti hanno colpito lunedì l’isola iraniana di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. Le esplosioni hanno aumentato le preoccupazioni sulla disputa del Gran Premio del Qatar di MotoGP, previsto nel fine settimana.

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Gli attacchi nell’area di Qeshm

Secondo funzionari statunitensi, l’operazione è stata limitata e sarebbe arrivata dopo il fuoco aperto dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica contro un velivolo americano. Dall’isola iraniana sono state segnalate diverse esplosioni.

Qeshm si trova a circa 500 chilometri in linea d’aria dal circuito di Lusail, una distanza paragonabile a quella tra Milano e Roma. L’episodio conferma la forte instabilità militare nella zona del Golfo, a pochi giorni dall’arrivo del Motomondiale in Qatar.


Il Gran Premio resta contestato

La MotoGP non ha ancora fermato il programma di Lusail, nonostante 19 piloti su 22 abbiano espresso la propria contrarietà. Alla gara non parteciperanno già il team ufficiale Yamaha e la squadra Pramac Racing.

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Anche la compagnia aerea Qatar Airways ha comunicato lunedì lo svolgimento di attività per simulare la gestione di possibili emergenze all’Aeroporto Internazionale Hamad. L’iniziativa rientrava in un’esercitazione nazionale e ha aggiunto un ulteriore elemento di preoccupazione per la sicurezza dei collegamenti.


Le reazioni sui social network

La MotoGP ha continuato a pubblicizzare sui propri canali la vendita dei biglietti per il fine settimana a Lusail. I messaggi hanno ricevuto numerose critiche e insulti da parte degli utenti.

Più vicino all’area interessata dagli attacchi si trova il circuito di Yas Marina, ad Abu Dhabi, dove la Formula 1 dovrebbe chiudere la stagione 2026 tra un mese. Per il Gran Premio del Qatar, invece, la situazione resta aperta e non sono escluse modifiche al programma prima dell’inizio delle prove.

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