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Motori 2 min di lettura56 min fa

Flotte aziendali, la Manovra lascia irrisolta la fiscalità

L’Unrae giudica insufficiente l’intervento per agenti e rappresentanti e chiede un piano triennale per rinnovare il parco auto

La Manovra 2027 lascia fuori le flotte aziendali e interviene soltanto sulla deducibilità delle auto usate da agenti e rappresentanti di commercio.

Secondo l’Unrae, le richieste presentate negli anni insieme alle associazioni di categoria e ai responsabili delle flotte non hanno ancora prodotto una riforma complessiva. Il rinvio continua a rallentare il ricambio delle vetture in circolazione e limita l’accesso delle imprese italiane ai veicoli meno inquinanti.

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La proposta per il rinnovo

Il progetto sostenuto da Case automobilistiche e fleet manager prevede una sperimentazione della durata di 3 anni. Nel 2027 avrebbe un costo di 150 milioni di euro e, nell’arco di 4 anni, potrebbe immettere sul mercato centinaia di migliaia di vetture usate recenti, con emissioni contenute e prezzi più accessibili.

L’associazione stima che una politica fiscale diversa consentirebbe di coinvolgere 400 mila famiglie oggi escluse dall’acquisto di un’auto ricaricabile nuova. La misura è stata sottoscritta da 4 organizzazioni della filiera automobilistica e da 3 associazioni di fleet manager attive in imprese di dimensioni e settori differenti.


L’intervento previsto dalla Manovra

Il disegno di legge di Bilancio 2027 porta da 25.000 a 35.000 euro il limite di costo deducibile per i veicoli degli agenti e dei rappresentanti. Per le automobili elettriche e ibride, la quota deducibile sale inoltre dall’80% al 90%.

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L’Unrae considera però la modifica circoscritta a una categoria che già beneficia di condizioni fiscali meno penalizzanti rispetto alle aziende. L’associazione contesta anche le risorse destinate all’esenzione dal bollo auto, ritenendo che il provvedimento non affronti il nodo delle flotte, ritenute essenziali per alimentare il mercato dell’usato recente.


Una riforma ancora rinviata

La fiscalità delle auto aziendali resta da anni senza una revisione organica, indipendentemente dal colore dei governi succedutisi. Per l’Unrae, limiti alla deduzione dei costi, penalizzazioni fiscali consolidate e regole poco stabili risultano distanti dalle politiche adottate nei principali Paesi europei.

L’associazione sostiene che la transizione verso veicoli a basse emissioni richieda interventi strutturali e non misure limitate. Nel giudizio espresso sull’attuale testo, la Manovra «risponde solo in minima parte alle attese della filiera per un reale sostegno al settore automotive».

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