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Motori 2 min di lettura58 min fa

Museo Moto Guzzi, a Mandello rivivono i trionfi in pista

Dal 1921 al 1957, prototipi e modelli da gara raccontano vittorie, record e innovazioni della casa lariana

Il rinnovato museo di Mandello del Lario ripercorre la storia agonistica di Moto Guzzi attraverso moto, piloti e soluzioni tecniche. In esposizione ci sono i modelli che conquistarono oltre 3.000 vittorie e 14 titoli mondiali.

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Le moto dei grandi piloti

Il percorso raccoglie motociclette da 250 a 500, con architetture molto diverse: dai propulsori monocilindrici ai bicilindrici, fino ai motori a tre, quattro e otto cilindri. Sono i mezzi legati alle imprese di piloti come Ruffo, Tenni, Woods, Lomas e Lorenzetti.

Quelle moto furono protagoniste al Tourist Trophy, al Circuito del Lario e nella Milano-Taranto. Accanto ai risultati nelle gare, il museo ricorda anche i primati ottenuti dalla casa di Mandello, frutto del lavoro di Giulio Cesare Carcano e degli altri tecnici Moto Guzzi.


Dalla prima 500 alla V8

La competizione entrò nei programmi dell’azienda fin dalla sua nascita. I fondatori Giorgio Parodi, Carlo Guzzi e Giorgio Ravelli considerarono le corse sia un banco di prova per la tecnica sia uno strumento per far conoscere il marchio; per questo destinarono risorse alla ricerca di soluzioni inedite.

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Tra i pezzi esposti figurano le prime 500 monocilindriche con distribuzione a due e quattro valvole, la bicilindrica impiegata al Tourist Trophy e il progetto a tre cilindri, che non diede i risultati attesi. Il racconto comprende anche il quattro cilindri realizzato al di fuori dell’azienda e arriva alla V8 progettata da Carcano.


Il ritorno con la MGS-01

La rassegna non si ferma alla stagione delle corse ritirate dal programma ufficiale. Un posto è riservato alla MGS-01, con la quale Guareschi vinse a Daytona circa cinquant’anni dopo l’uscita di Moto Guzzi dalle competizioni.

Il museo mette così in relazione epoche diverse della produzione sportiva: dalle macchine che affrontarono i circuiti nazionali e internazionali ai modelli più recenti, conservando la sequenza delle scelte tecniche che ha accompagnato la casa lariana nelle gare.

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